Il Napoli ha vinto. Sul campo. Alle 22.48 di venerdì 23 maggio gli azzurri si sono laureati Campioni d’Italia.
Antonio Conte ha vinto. E ha deciso anche di restare ancora in azzurro per provare nella storica impresa di centrare un altro scudetto il prossimo anno.
Il tweet del presidente Aurelio De Laurentiis di giovedì 29 maggio ha regalato un’altra memorabile serata ai tifosi partenopei per una settimana che non dimenticheranno mai.
E soprattutto ha vinto Napoli. La città ha impreziosito la festa scudetto degli azzurri offrendo uno spettacolo senza precedenti. Prima sugli spalti, quindi in tutti i vicoli e le piazze della città.
E poi sul lungomare quando di lunedì si sono presentati in 350.000 per omaggiare i campioni azzurri regalando una cartolina al mondo intero.
La squadra Campione d’Italia 2025 ha visto protagonista ovviamente tutta la rosa.
Ma partiamo con l’analizzare il reparto dei portieri. Da Meret, indiscusso numero 1, a Caprile, a gennaio trasferitosi al Cagliari in cambio di Scuffet, fino a Contini, terzo portiere che si è rivelato fondamentale uomo spogliatoio.
Meret protagonista tricolore
I pali della porta partenopea sono stati difesi per ben 33 volte da Alex Meret. In 5 occasioni difatti il portiere partenopeo ha dovuto dare forfait.
Quest’anno il numero 1 azzurro si è reso protagonista di una stagione memorabile confermando di essere, fra i pali, uno dei migliori portieri dell’intero campionato.
Che potesse essere la stagione della definitiva consacrazione lo si era intuito già ad agosto quando nei trentaduesimi di Coppa Italia contro il Modena si era reso protagonista dei calci di rigore regalando il passaggio del turno al Napoli.
Da lì in poi la stagione del numero 1 partenopeo è stata un crescendo di prestazioni da incorniciare. Parate decisive che hanno regalato punti fondamentali nell’arco di quasi tutto il campionato.
La parata decisiva su Yildiz contro la Juventus
Contro il Parma all’andata, il Cagliari, il Bologna, l’Inter, la Juventus e non solo. Meret ha spesso fatto gli straordinari e tolto pezze e ragnatele dai pali azzurri.
Uno dei momenti più importanti è stato nel girone di ritorno quando ha neutralizzato il calcio di rigore di Gimenez sul 2-0 del Napoli contro il Milan al Maradona.
Il rigore parato a Gimenez da Meret
L’attaccante messicano dagli 11 metri non è riuscito a superare il portiere azzurro che con una parata decisiva è riuscito finalmente ad entrare nelle grazie anche dei tifosi più scettici.
Fra i pali insomma Alex ha dimostrato di essere probabilmente fra i più portieri più forti di sempre della storia del Napoli. Qualche lacuna purtroppo è ancora evidente in fase di possesso.
Palla al piede Meret infatti sembra soffrire ancora la pressione. In un calcio oramai diventato tutto costruzione dal basso quello che Meret deve ancora migliorare è proprio il possesso palla al piede.
Spesso il numero 1 si è trovato in difficoltà smistando palla sugli esterni di difesa e facendolo con lentezza.
Sembra non avere ancora acquisito quella rapidità di pensiero che servirebbe in situazioni in cui la pressione degli avversari può creare pericoli non indifferenti alla retroguardia azzurra.
In situazioni critiche la soluzione certamente potrebbe essere quella di rinviare il pallone con lanci lunghi precisi ma anche in questo caso Meret non sempre risulta avere un piede educato.
Con Lukaku che con la sua stazza fisica è in grado di difendere palla o di spostare intere difese, come dimostrato in occasione del gol scudetto contro il Cagliari, se Meret riuscisse ad affinare la sua precisione, quella del lancio lungo per l’attacco potrebbe rivelarsi una soluzione importante per la manovra offensiva del Napoli.
Difficile pensare che a 28 anni il portiere azzurro possa migliorare questo fondamentale ma certamente Antonio Conte ha iniziato a lavorarci e continuerà a farlo.
Nel frattempo inutile mettere in discussione un portiere che quest’anno è stato protagonista assoluto del tricolore azzurro e che con le sue parate ha messo in cassaforte risultati fondamentali per la squadra chiudendo la stagione con ben 16 cleansheet al pari solo di Svilar della Roma.
Caprile, Scuffet e Contini riserve importanti
Reparto portieri del Napoli che nella stagione del tricolore è stato interamente di nazionalità italiana.
Tutti e 4 i portieri hanno dimostrato di aver messo lo zampino nella conquista dello scudetto.
Elia Caprile è stato importante tra fine settembre ed inizio ottobre quando Meret per infortunio ha dovuto saltare tre partite e mezzo.
Caprile con la maglia del Napoli
Uscito anzitempo a Torino contro la Juventus, Alex è stato rimpiazzato da Caprile anche contro Monza, Como ed Empoli in cui ha subito soltanto due gol e ha dimostrato di avere importanti qualità tanto che a gennaio nel mercato invernale ha voluto subito accettare la proposta del Cagliari per andare a fare il titolare in Sardegna e guadagnarsi sul campo una difficile salvezza.
Caprile per regolamento non può essere considerato Campione d’Italia ma di sicuro il Napoli deve dargli il giusto merito e riconoscergli un pezzettino di tricolore.
Simone Scuffet, l’enfant prodige che esordì in serie A giovanissimo e che a detta di tutti avrebbe potuto avere una carriera rosea, in nazionale, e ricca di soddisfazioni.
Non gli è andata così purtroppo. Tra sfortuna, poca continuità di rendimento ed infortuni che ne hanno rallentato la costante crescita, Scuffet non è riuscito ad imporre tutto il suo valore nelle squadre in cui ha militato.
Ma il Napoli a gennaio con lo scambio di prestiti col Cagliari e con Caprile emigrato in Sardegna, ha voluto puntare sull’usato sicuro alle spalle di Meret concedendogli una seconda incredibile occasione.
Il portiere ventinovenne non ha tradito le attese di società e piazza e nell’unica partita, delicatissima, in cui è stato chiamato in causa per i difendere i pali della porta azzurra si è dimostrato assolutamente all’altezza.
Scuffet in campo a Bologna
A Bologna Scuffet ha salvato più volte un risultato in bilico ma fondamentale subendo un eurogol da Ndoye ma con il Napoli che ha iniziato a cucirsi un pezzetto di tricolore grazie a quel pari che gli ha consentito di restare a meno 3 dall’Inter.
Nikita Contini è nato in Ucraina ma è italiano d’adozione. Ha girovagato in lungo e in largo in prestito per l’Italia, essendo di proprietà del Napoli dal 2008, dimostrandosi un portiere affidabile soprattutto nelle serie minori.
Terzo portiere del Napoli per la seconda stagione consecutiva dopo essere già stato all’ombra del Vesuvio nella stagione 2020/2021, mentre lo scorso anno riuscì a guadagnare una presenza, quest’anno non è mai sceso in campo ma si è dimostrato un fondamentale uomo spogliatoio in grado di fare gruppo e di legare con allenatore e tutti i compagni di squadra.
Contini festeggia il quarto scudetto con Lukaku
Nelle festose immagini post scudetto sia in campo, subito dopo la partita contro il Cagliari, che poi nei festeggiamenti in città e sul pullman ha dimostrato nonostante tutto di essere tanto legato alla piazza partenopea.
Giudizio sulla stagione dei portieri azzurri: Meret 8.5; Caprile 6.5; Scuffet 6.5; Contini 6 di stima.