Stasera il Napoli giocherà la semifinale di Supercoppa Italiana in Arabia per riprendere un discorso di risultati lontano dal Maradona che in questa stagione sembra essersi interrotto.
La squadra di Conte è prima nella classifica dei punti conquistati tra le mura amiche ma è solo quinta in quella che evidenzia i punti ottenuti dalle gare in trasferta.
Si tratta ad oggi di differenze ancora risibili ma è fuori questione che se nelle otto gare giocate in trasferta, dove il Napoli ha ottenuto quattro vittorie ed altrettante sconfitte, il rendimento fosse stato più continuo e soprattutto più in linea con quello mostrato in casa oggi la squadra azzurra sarebbe quanto meno vicina alla capolista Inter se non più avanti.
Le ragioni che hanno determinato quest’alternanza anomala per una squadra allenata da Conte sono diverse e prima fra tutte c’è la indisponibilità di molti giocatori essenziali soprattutto nella zona nevralgica del campo: il centrocampo.
Quest’anno sin dal ritiro il tecnico salentino ha impostato la squadra pensando ad un centrocampo di qualità e insieme di forza con un terminale offensivo, come Lukaku, che garantisce una serie di giocate utili per mandare in rete proprio i centrocampisti dal piede caldo, McTominay e l’Anguissa visto all’opera con Conte.
Gli infortuni hanno sovvertito il lavoro del tecnico che ha dovuto virare su alternative, in alcuni casi del tutto inedite, per la squadra Campione d’Italia.
La questione dell’utilizzo a singhiozzo della panchina, quest’anno più lunga, è puro esercizio dialettico.
Antonio Conte nel corso degli anni della sua splendida carriera ci ha abituati alla costruzione di una formazione quadrata, tetragona, intoccabile dove le alternative fungono da corollario per consentire alle prime scelte di tirare il fiato in alcuni momenti della stagione.
Giocare la Champions ha inoltre aumentato le difficoltà legate all’impegno in una competizione di prestigio e finanziariamente importante per la società.
Tutte queste variazioni rispetto alla scorsa annata potrebbero aver inciso significativamente sul rendimento altalenante della squadra che sarebbe valutabile con equilibrio solo se l’organico a disposizione del tecnico non avesse le attuali assenze.
Se è vero che Lobotka dovrebbe essere nella fase del pieno recupero, a partire proprio dalla presenza in Supercoppa, è infatti altrettanto vero, rispetto alla squadra Campione d’Italia, che il Napoli non dispone da un po’ di tempo di Anguissa e Meret e sin dall’inizio del campionato di Lukaku, tre grandi protagonisti della cavalcata vincente dello scorso anno.
A questo vanno aggiunti gli infortuni capitati in difesa che hanno colpito un po’ tutti i difensori a turno e in coppia che uniti alla scarsa vena di Di Lorenzo, il giocatore più utilizzato da diverso tempo a questa parte, hanno determinato una fragilità difensiva per niente evidenziata durante lo scorso campionato.
La semifinale di Supercoppa contro il Milan come punto di svolta?
Detto questo, la semifinale di DSupertcoppa di stasera potrebbe segnare un punto di svolta.
I temi del confronto posso riassumersi nei seguenti punti: è uno scontro al vertice del campionato, è una rivincita rispetto alla partita di campionato persa ma giocata almeno alla pari in casa dei rossoneri, è per la società la possibilità di portare a Napoli un bel gruzzolo di euro, è la possibilità di giocare una finale per conquistare un primo trofeo di questa stagione e soprattutto per la squadra la possibilità di ritrovare definitivamente una convinzione, come quella dello scorso anno, venuta a mancare a sprazzi proprio dopo la partita del Meazza.
Insomma la semifinale di Supercoppa Italiana che si giocherà stasera al King Saud University Stadium di Riyadh potrebbe racchiudere molti significati.
In queste ore si sente parlare di scelte dell’allenatore innovative con diverse novità di formazione.
Sembra difficile che Antonio Conte non si affidi per quasi tutti gli undicesimi agli uomini d’esperienza e di sicuro rendimento a sua disposizione.
Potrebbe trovare posto dal primo minuto Politano e quindi potrebbe arretrare Di Lorenzo, di sicuro dovrebbe rientrare dal primo minuto Lobotka nel suo ruolo di playmaker mentre in attacco se Conte deciderà di schierarsi a cinque a centrocampo Neres dovrebbe affiancare in partenza Hojlund.
Sembra inoltre sicuro il rientro in panchina di Lukaku a cui il tecnico potrebbe concedere qualche minuto per fargli ritrovare il campo.
Il quadro descritto porta a pensare che in ogni caso Conte sembra intenzionato a giocarsi la competizione al massimo delle possibilità attuali della sua squadra per tentare di raggiungere almeno la finale di lunedì sera.
La semifinale di Riyadh sarà comunque un momento importante per la stagione del Napoli che l’ha conquistata con la fantastica cavalcata dello scorso anno.
Appuntamento alle ore 20.00 italiane sperando di vedere in campo il Napoli visto all’Olimpico che forse resta in questo scorcio di stagione la serata con la prestazione più convincente per il Napoli di Conte.