‘Il poeta giovane’ (Graus Edizioni) è un libro che si fa leggere tutto di un fiato per la capacità con la quale l’autore riesce a coinvolgere il lettore. Più che la biografia di Vincenzo Russo, paroliere di canzoni stupende del repertorio classico napoletano come “Maria Marì” , “I’ te vurria vasà”, « Torna maggio », ecc. si tratta di un viaggio negli stati d’animo più profondi di una persona che, per condizioni fisiche, economiche e sociali, oltre che per un susseguirsi di tragedie familiari, dovrebbe essere considerata un perdente. Invece non può essere considerato tale perché ha una ricchezza non quantificabile in denaro e proprio per questo motivo indefinibile: i valori a cui si mantiene fedele, come l’onestà, il senso di responsabilità, l’ostinazione nel non abbattersi mai completamente alla sofferenza e soprattutto la sublimazione dell’amore!
Sicuramente il racconto è frutto di uno studio approfondito sia dal punto di vista linguistico (i dialoghi sono espressi nel dialetto dell’epoca) che storico (le ambientazioni sono descritte con precisione). Il suo valore aumenta considerando la giovane età dell’autore che è riuscito ad offrire ai lettori una guache della Napoli di fine XIX secolo attraverso la storia di Vincenzo Russo,
un ragazzo morto di tubercolosi a soli ventott’anni e che ha guadagnato l’immortalità post-mortem grazie ai suoi versi ed al coraggio che, con semplicità ed umiltà, gli ha permesso di farli conoscere alla persona giusta: il compositore Edoardo Di Capua.
La curiosità spinge a chiedere all’autore di questo racconto, Edoardo Giglio :
– Quando e com’ è nato il suo interesse per la canzone napoletana?
Il mio interesse è nato da sempre. Essendo appassionato della storia e dell’epica, mi ha sempre affascinato l’epoca del Novecento, in particolare della mia città, e di conseguenza della canzone classica napoletana, che racconta in ogni canzone una propria storia, che insieme ad altre, manifesta l’entità e l’importanza culturale della città stessa.
– Ci racconta la genesi di questo libro e soprattutto della fusione tra storia reale e fantasia?
– Avendo conosciuto la storia di questo artista napoletano ho sentito il desiderio di omaggiarlo perché lo reputo un grande poeta e paroliere che è purtroppo morto troppo presto per godere del giusto riconoscimento. E’ la storia di Vincenzo Russo, un giovane semi-analfabeta, ciabattino, che vive nella povertà estrema ma nonostante che lui ed insieme alla sua famiglia quella stessa povertà non la spaventa. Vuole però un futuro dignitoso e lotta per averlo, lotta per il bene della sua famiglia, lotta per amore di una donna, che appartiene ad un’altra classe sociale. La sua vita è una lotta infinita, a suon di sogni e versi, di sorrisi rari e pianti nascosti.
Poi, tra il fantasioso e il reale, essendo una storia realmente esistita, con persone reali, c’è poco da costruire intorno. Certo, essendo una storia reale ma romanzata, bisogna riempire i vuoti narrativi, anche perché c’è poco di documentato su di lui, sulla sua vita. Ci tengo a sottolineare che non è una biografia.
