Gara dai due volti. Come spesso accade al Napoli di Conte. Il mister salentino ci ha abituati così. Mai una gara tranquilla. O si va avanti e poi si soffre senza chiuderla in tranquillità. O si regala un tempo agli avversari ma si reagisce nella ripresa. Questo quanto accaduto nel pomeriggio al Maradona nella sfida fra il Napoli e il Lecce.
Primo tempo salentino – secondo solo azzurro
Se appunto il primo tempo è a tinte giallorosse, la ripresa è invece un monologo azzurro.
Gli azzurri praticamente non scendono in campo e restano con la testa negli spogliatoi. Al pronti via tre calci d’angolo per il Lecce che pressa alto e infastidisce la difesa. Al terzo quel gigante di 193 cm di Siebert salta indisturbato perché Olivera, che probabilmente non sarebbe dovuto essere lui l’uomo a tenerlo, perde la marcatura e sigla il vantaggio del Lecce. Per il resto della prima frazione di gara è ancora il Lecce a rendersi padrone del campo e a pressare gli avversari in ogni zona del campo. Il centrocampo azzurro soffre la precaria condizione di Anguissa e la poca lucidità di Gilmour.
Nella ripresa la musica cambia. Conte inserisce l’artiglieria pesante. Fuori Elmas e Anguissa, dentro De Bruyne e Mctominay. Neanche il tempo di uscire dagli spogliatoi che Gilmour lancia Politano che premia l’inserimento di Hojlund che fa 1-1. Sono adesso gli uomini di Conte ad attaccare a tambur battente.
Ci provano Santos, Hojlund, De Bruyne. Il gol del vantaggio lo trova Politano al volo da una ribattuta da corner per gli azzurri. L’esterno partenopeo è un anno che non trovava la rete e finalmente ci riesce regalando i 3 punti al Napoli che in 15 giorni passano da meno 14 dalla capolista Inter a meno 9. Guai però a fare voli pindarici. Bisogna sempre guardarsi le spalle da Juventus, Como e Roma ed archiviare il quarto posto. Poi qualora Inter e Milan dovessero perdere colpi il Napoli deve rispondere presente.
Hojlund eroico, Politano gol e assist, De Bruyne fa un altro sport
Meret 6: Conte sceglie di alternare ancora i portieri e Alex torna titolare. Dopo soli 3 minuti si trova costretto a raccogliere la palla nella sua rete ma non ha colpe sul colpo di testa di Siebert. Per il resto della gara non viene mai impensierito particolarmente. Infastidiscono i mugugni dello stadio che accompagnano ogni sua azione dopo 8 anni in cui ha dimostrato di valere il numero che porta sulle spalle e di essere il primo calciatore a dover essere impiegato per serietà ed impegno.
Beukema 5.5: concomitanza di colpe con Olivera sul gol leccese. Per il resto della prestazione è da sufficienza e meriterebbe mezzo punto in più.
Buongiorno 6.5: dopo un periodo di alti e bassi, Alessandro sta crescendo partita dopo partita e non sta sbagliando più un colpo. È il migliore della retroguardia azzurra.
Olivera 5: insicuro ed impacciato in più di un’occasione. Sul gol del vantaggio del Lecce è lui a perdere la marcatura di Siebert assieme a Beukema. Da capire il perché fosse lui a dover marcare un gigante di 193 cm.

Politano torna ad esultare per un suo gol
Politano 7: ritrova il gol dopo un anno. Ed è un gol pesantissimo. Quello che da i 3 punti al Napoli in una partita che si era resa complicata ma che gli azzurri ribaltano. Suo anche l’assist per il pari di Hojlund. Ripresa di ottimo livello fino alla sostituzione con Gutierrez e all’ovazione dello stadio che fa da contraltare ad una prima frazione di gara insufficiente.
Gilmour 6: primo tempo non all’altezza delle aspettative. Sbaglia parecchi passaggi. Anguissa non è in forma e non è la spalla perfetta stasera ma lui ci mette del suo. Nella ripresa è più sicuro con Mctominay e De Bruyne a fargli da spalla. Lancia Politano in maniera egregia in occasione del gol del pareggio.
Anguissa 5: poco lucido, poco reattivo, poco presente in campo. Appare in ritardo di condizione e non ancora in grado di reggere i 90 minuti. Per forza di cose nella ripresa resta negli spogliatoi e cede il posto al recuperato Mctominay.
Spinazzola 6: è lontano dalla condizione migliore. Ma è ugualmente una prestazione a sprazzi fatta di fiammate che gli valgono la sufficienza. Da migliorare l’intesa con Alisson col quale per caratteristiche sembra pestarsi spesso i piedi.
Elmas 5.5: i ruoli li fa e li ha fatti tutti. Sempre col solito impegno e la solita professionalità. In quello di stasera sembra però essere abbastanza penalizzato. Gioca sulla fascia destra a piede invertito e non può sfruttare le sue caratteristiche nell’uno contro uno. Anche lui cede il posto dopo il thè caldo a De Bruyne.
Alisson Santos 6.5: fiammate, scatti e velocità. Dà cuore e anima sulla fascia. Va spesso all’uno contro uno superando il suo diretto avversario e rendendo l’azione offensiva pericolosa. In un paio di occasioni potrebbe fare meglio ma va premiata la caparbietà e l’insistenza nelle giocate.

Hojlund De Bruyne e Politano
Hojlund 7.5: è il migliore. Veniva da una febbre in settimana che non ne ha frenato l’entusiasmo. Come sempre si impone con la sua forza fisica contro la difesa avversaria. Non si dà mai per vinto, lotta su ogni pallone e non si risparmia mai. Trova il gol del pari e continua incessante a combattere per i suoi. Conte gli regala 90 minuti e oltre in campo.
Giudizio su panchina e allenatore
Mctominay 6: entra per Anguissa e torna in campo dopo un mese di stop. Già solo rivedere quel suo numero 8 in mezzo al campo dà fiducia al resto della squadra. Prova un paio di aperture interessanti. Sufficiente.
De Bruyne 7: in questi due spezzoni contro Torino e Lecce si è rivisto un altro Kevin De Bruyne rispetto a quello di ottobre. Parecchi chilogrammi persi, una forma fisica invidiabile ed un piede fatato che solo quelli come lui hanno in dotazione. Entra e cambia volto alla gara telecomandando i movimenti altrui e facendosi trovare sempre in posizione.
Gutierrez 6.5: sostituisce Politano sulla corsia di destra e annulla completamente Banda che fino a quel momento era stato il migliore dei suoi.
Mazzocchi 6: impegno e volontà non mancano.
Giovane s.v. una folata in velocità importante ma è troppo poco il tempo in campo per essere giudicato.

Conte esulta assieme a Politano e gli altri
All. Antonio Conte 6.5: nella prima frazione di gara commette qualche errore di troppo. Dà fiducia ad Anguissa che palesemente non è in condizione ed il suo Napoli appare privo di inventiva in mezzo al campo e poco propositivo in fase offensiva. Nella ripresa stravolge una gara con la panchina: Mctominay, De Bruyne e Gutierrez su tutti cambiano volto ad una partita che si era fatta complicata. Il mister ha ancora una volta il merito di ribaltarla e il suo Napoli trova la terza vittoria consecutiva.
