Visitabile fino al 9 maggio la mostra contemporanea di Maurizio Romeo, artista di adozione napoletana è un inusuale e accattivante viaggio attraverso eventi storici di epoche differenti; un connubio di storia e simboli della tradizione napoletana. Tra le opere dell’artista scorrono la tragedia di Masaniello, la dolorosa fine del Regno di Napoli, la Rivoluzione del 1799, il sangue e il miracolo di San Gennaro, pulcinella, la caffettiera, il Vesuvio, Maradona.

Nel suo vernissage che vedrà l’introduzione del critico d’arte Gianpasquale Greco, le opere sono realizzate in una tecnica mista e ben esprimono l’alternanza di sacro e profano, storia e quotidianità che caratterizzano il volto della città partenopea.
L’artista Maurizio ha fatto della mobilità e dell’inquietudine una cifra esistenziale e creativa. L’approdo a Napoli nel 2004, dopo numerosi spostamenti a causa del lavoro paterno, segna una svolta radicale: la città, con i suoi contrasti violenti e poetici, lo induce a una revisione del figurativo per approdare a un linguaggio più evocativo e stratificato.

La mostra a cura di Daniela Wollmann ha aperto venerdì 6 marzo in Piazza De Leva, quartiere Materdei. La scelta di un polo artistico all’interno di questo quartiere ha l’intento di utilizzare l’arte come strumento di rigenerazione per allontanare questo luogo dagli usuali stereotipi.
Lo spazio, diretto da Daniela Wollmann è sede dell’associazione CreativiAttivi e nasce con una missione chiara: dare visibilità agli artisti del territorio, nonché contribuire alla rivalutazione.
Il Centro d’Arte Poyel si è trasformato in questi due mesi in un salotto culturale dove si possono incontrare esponenti come Maurizio Vitiello, Giuseppe Aragno, Luigi de Magistris e Maurizio de Giovanni.
E’ diventato uno spazio aperto alle arti visive, alla letteratura e all’ impegno civile.
