Noa Lang vicino al Napoli

Niente è ancora concluso, nessuna firma è ancora stata apposta e nessun messaggio del presidente invade l’etere ma Noa Lang sembra vicino al Napoli.

Come volevasi dimostrare, Manna sta con ogni probabilità chiudendo due o tre trattative portando in maglia azzurra nomi che sono diversi da quelli triti e ritriti che tutti i giorni tra quotidiani, radio, tv e social rimbalzano da giorni, meglio settimane.

Noa Lang un esterno olandese con il vizio del gol per Antonio Conte 

Noa Lang, olandese del PSV, che nasce centrocampista, oggi gioca da esterno di sinistra e potrebbe essere annunciato entro domani.

L’olandese ha 26 anni appena compiuti, il suo valore di mercato è pari a 25/mln di euro ma il Napoli dovrebbe pagarlo qualcosa di meno.

Si tratta di un calciatore comunque poliedrico, capace di ricoprire anche ruoli a centrocampo ma soprattutto cosa importantissima Noa Lang è un esterno che vede la porta. Nella scorsa stagione nel PSV ha realizzato 15 reti ed era un obiettivo di Giovanni Manna già a gennaio.

Il progetto del Napoli per la prossima stagione in realtà e proprio questo: avere un centravanti di peso capace di raggiungere le 15 segnature (Lukaku) e intorno a lui centrocampisti ed esterni che possano andare in doppia cifra, proprio come l’evoluzione della sua carriera mostra per Noa Lang.

Poi arriverà anche una punta possibilmente emergente o forse già affermata ma che non costi cifre spropositate ed irrecuperabili in caso di futura cessione.

Ci permettiamo di insistere, se arriverà un altro esterno di qualità sarebbe il caso di puntare su Lorenzo Lucca e non andare a prendere a cifre esagerate, fuori dalla logica del mercato del Napoli, Nunez o Lookman.

Certo in un quadro siffatto sarebbe utile anche tenere Raspadori pensando alla sua duttilità ed agli impegni che la squadra dovrà affrontare.

Il Napoli ha aumentato il suo tesoretto con le cessioni definitive di Caprile, Gaetano e Natan (totale entrate 22 milioni) e quindi quella di Osihmen potrebbe servire per realizzare uno o due trattative nella fase finale del calciomercato sullo stile Lukaku, McTominay, Neres.

La trattativa con il Bologna per il doppio arrivo in maglia azzurra non andrà quasi certamente in porto.

In realtà a Manna interessa davvero il solo Beukema che gli consentirebbe di ritenere chiuso il numero di difensori a disposizione di Antonio Conte.

Il Bologna valuta il difensore, che vuole fortemente venire a Napoli, 35 milioni, il Napoli, a fronte di un valore di mercato di 28, vuole arrivare massimo a 22/23 milioni o inserire una contropartita tecnica per abbassare il costo (Zanoli che piace ad Italiano).

Per la società felsinea sarà difficile trattenerlo. La trattativa potrebbe riaprirsi e chiudersi più avanti ma intanto il Napoli ha qualche altro calciatore nel mirino con un costo più contenuto ma altrettanto valido rispetto all’olandese.

Se Claudio Fenucci, l’amministratore delegato del Bologna, abbasserà le sue richieste la trattativa per Beukema potrebbe andare in porto, altrimenti si guarderà altrove.

Gli acquisti di cui Conte disporrà nel primo ritiro, quello di Dimaro, saranno comunque quelli richiesti.

La squadra partirà con un organico attorno alle 24/25 unità senza contare qualche giovane della Primavera che sarà aggregato e il lavoro che il tecnico ha in mente inizierà subito.

Poi dal 17 luglio al 1 settembre Manna non riposerà, cercherà prima di risolvere la questione Osihmen e con le ulteriori disponibilità che dovrebbero arrivare sarà pronto a cogliere l’occasione.

In questi giorni al mondiale per club si sono viste partite improponibili, qualche scontro interessante, qualche risultato a sorpresa ma soprattutto si sono visti all’opera giocatori attempati, tipo De Maria, che ha 37 anni, che ancora sono capaci di fare la differenza e che con la loro classe spesso risultano immarcabili per difese arcigne, fatte di omaccioni, ma spesso qualitativamente piuttosto mediocri.

Quest’osservazione porta ad una considerazione: non è solo il calcio italiano in crisi di talenti, il probela è più diffuso di quanto si pensi.

Jude Bellingham l’inglese del Real Madrid

Certo ci sono delle eccezioni: Lamine Yamal del Barcellona, Désiré Doué del PSG, Florian Wirtz appena arrivato al Liverpool (il costo del suo cartellino è da neuro deliri), Jude Bellingham del Real Madrid e qualche altro ma il panorama non è così ricco.

Oggi vanno di moda sempre più calciatori dal fisico possente, non sempre dotati di buoni fondamentali, resistenti sia nella corsa che nell’intero arco della partita.

L’ossatura di molte squadre anche di vertice ne annovera 4/5 e anche di più soprattutto nei ruoli difensivi e a centrocampo.

Quest’invasione ha determinato una decadenza dei valori tecnici del calcio che non promette niente di buono rispetto alla quale solo pochi settori giovanili hanno saputo rispondere adeguatamente.

Sarebbe utile che per i giovani le società mettessero a disposizione oltre all’allenatore, soprattutto quando non è in grado di assolvere al compito, dei veri e propri istruttori che lavorassero solo sulla tecnica individuale insistendo su quelli che venivano chiamati i fondamentali.

Il futuro e la bellezza del gioco passa per questo tipo di programmazione, in caso contrario vedremo sempre più partite o noiose o dove le differenze in campo troppo marcate di fatto annulleranno il concetto stesso di partita.

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