Fabrizio Varriale ideatore, coreografo, autore della scrittura scenica e unico interprete in scena, si è espresso in un lavoro sperimentale al Teatro Trianon Viviani di Napoli, il giorno tre ottobre.
Il punto di partenza dello spettacolo sono i Diari di Vaslav Nijinsky. Il danzatore e coreografo di origine polacca li scrisse in quarantacinque giorni, tra gennaio e marzo del 1919, alle soglie di una malattia mentale. I Quaderni febbrili, sospesi tra lucidità e vertigine, restituiscono la forza e la fragilità dell’animo umano e della mente visionaria di un artista diventato oramai emblema della danza moderna.
La scena si apre con Nijinsky confinato in una clinica, luogo della memoria dove riaffiorano la vita affettiva, la ricerca di Dio, il sacrificio, la follia. Il cervo che lo accompagna è archetipo spirituale e messaggero tra il mondo umano e quello divino. Simbolo del legame primordiale e istintivo tra uomo e natura, tra conscio e inconscio il cervo è forza selvaggia, ancestrale, sacrale e ciclica, e il suo sacrificio danzato, come nel
“Le Sacre du Printemps” di Stravinskij, è necessario perché la primavera possa tornare.
Il tentativo -riuscito- di Fabrizio Varriale non è di raccontare la storia di Nijinsky bensì il suo dramma interiore che prende forma sulla scena attraverso la danza del corpo: “Il corpo diventa rito, e la danza è l’unica preghiera possibile per provare a dare un senso alla vita e alla morte”

Prodotto da Akerusia Danza, nell’ambito della Stagione Danza 2026/27, CERVUS – La morte e la primavera è una creazione unica di Fabrizio Varriale nella quale si intrecciano la drammaturgia testuale di Giuseppe Pompameo, le musiche di Igor’ Fëdorovič Stravinskij con interventi di musica dal vivo del violoncellista Marco Di Paolo.
Libero de Martino ne ha curato la coreografia mentre la scrittura scenica è di Chiara Alborino.
Direttrice e coordinatrice artistica di Akerusia Danza Elena D’Aguanno ha infine dichiarato: – Con Cervus Akerusia Danza continua a sostenere una ricerca coreografica capace di interrogare il presente attraverso i grandi nodi dell’esistenza.
