“Vivi la strada, rispetta la vita”

Con il Progetto “Vivi la strada, rispetta la vita”, il servizio di Polizia Locale di Napoli nella persona del sottotenente Vincenzo Palmieri vuole affrontare il problema degli incidenti stradali che avvengono sempre più frequenti nella rete urbana ed extraurbana, spesso questi incidenti coinvolgono i giovanissimi, ed hanno risvolti tragici: innumerevoli le vite spezzate sulle strade, numerosi i giovani strappati alla vita.

Le cronache sono sature di articoli pullulanti di notizie di vittime della strada, conniventi i comportamenti scorretti alla guida dei veicoli.

In tutte le città italiane dalle cittadine di provincia fino alle grandi città i mezzi di trasporto non sono più solo la tradizionale auto, sempre più spesso ci sono biciclette elettriche, monopattini e ciclomotori. Non in tutte le città sono state realizzate adatte piste ciclabili e in assenza di queste, spesso i monopattini e le bici percorrono la rete stradale urbana. Addirittura, capita di vedere, persone con i pattini da corsa che sono sulla viabilità urbana tradizionale.

Allora benissimo per l’ambiente, abbassando l’emissione di gas di scarico, ma attenzione: favorire il trasporto elettrico su due ruote non deve però significare fare della strada una giungla senza regole.

“Vivi la strada”: un progetto rilevante

Davvero rilevante allora l’iniziativa della Polizia Locale di Napoli, la quale con il Progetto: “Vivi la strada”; vuole, partendo dai più giovani, sensibilizzare ad un uso cosciente e consapevole di ogni tipo di mezzo di trasporto. Come tutti sappiamo in alcuni centri urbani si è promosso il km 30 per tamponare questo dramma, non sempre però questa iniziativa può essere la soluzione, occorre consapevolezza, rispetto delle regole comuni e conoscenza del codice della strada.

Ecco perché il progetto ha scelto le scuole come luogo primo di informazione e sensibilizzazione, con lezioni non solo frontali bensì con il pieno coinvolgimento dei ragazzi tramite attività laboratoriali di vario genere come descrive di seguito il sottotenente Palmieri: “Il progetto prevede attività teoriche, pratiche e interattive gli incontri saranno supportati da strumenti tecnologici, prevedendo metodologie coinvolgenti come giochi di ruolo, lavori di gruppo, nonché produzione di materiale multimediale al fine di analizzare norme del Codice della Strada e rendere gli studenti protagonisti di simulazioni sull’effetto di alcol e droghe alla guida”.

Il capo della Polizia locale prosegue evidenziando come questi incidenti siano maggiormente rilevanti nella fascia di età dei giovani patentati – ragazzi tra i 15 e i 24 anni -, ecco perché si intende partire dalla scuola, unico luogo dove la coscienza civile può trovare incontro e riscontro.

Il progetto prevede un approccio individuale “personale” che sappia avvicinare i ragazzi parlando il loro stesso linguaggio, si arriverà poi a raggiungere istruzioni più tecniche del Codice della Strada.

Le lezioni saranno adattate alle diverse fasce d’età: per la scuola primaria si darà luogo allo sviluppo della consapevolezza dei rischi con focus su segnali stradali, ruoli e dispositivi di sicurezza; per la scuola secondaria di I grado sarà approfondito il rispetto delle norme, nonché l’attenzione e l’importanza dell’educazione civica per la sicurezza, mentre per la scuola secondaria di II grado si porrà l’accento sull’analisi delle variabili comportamentali, percezione del rischio, effetto di alcol e droghe sulla guida e conoscenza delle sanzioni.

Sono numerose le scuole del territorio ad aver fatto richiesta di questo progetto dal Liceo Boccioni al Liceo Mazzini, attraversando diversi quartieri della città e coinvolgendo 2000 alunni.

Il progetto avrà la durata di un anno, dunque per tutto il 2026, ed ogni incontro sarà dedicato al massimo a 50 alunni in modo da permettere a tutti gli allievi il pieno coinvolgimento.

L’iniziativa non vuole sostituirsi al lavoro degli istruttori di scuola guida ma intende evidenziare le criticità e i pericoli in cui ogni singolo cittadino, dal bambino delle scuole elementari fino al nonno che va a riprenderlo a scuola, può incorrere nel percorrere la rete urbana. L’approccio come già spiegato sarà innovativo ed elastico, volto ad evidenziare i pericoli della strada affinché si interiorizzi il valore della prudenza per la propria ed altrui incolumità.

 

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