Nel tardo pomeriggio il Napoli torna in campo per il recupero contro il Parma.
I temi della partita sono già stati ampiamenti trattati con altro nostro servizio ma dopo quanto successo al Meazza c’è da parlare di altro.
Conte squalifica e ammenda. Tutti contenti, no!
Come previsto è arrivata la squalifica per Antonio Conte accompagnata da una multa di quindicimila euro.
Sia beninteso il provvedimento è conseguenziale al suo comportamento. Nessuno può dire il contrario, certi atteggiamenti comportano responsabilità e quindi se sono impropri vanno richiamati e sanzionati.
Il problema e che il mondo del calcio a partire dalla Federazione, alle società, agli allenatori, ai calciatori, passando per i tifosi e arrivando a chi si occupa di comunicazione (giornalisti, opinionisti, moviolisti o varisti qualsivoglia) pensa di essere avulso dalla realtà che la nostra società ci propone ogni giorno.
Dopo il termine della partita Antonio Conte è stato oggetto di una specie di linciaggio verbale orchestrato dai soliti noti.
Non c’è stata trasmissione televisiva, radiofonica o testata giornalistica che non abbia colto l’occasione per intervenire sull’accaduto aprendo dibattiti ed emettendo le più svariate sentenze.
Oramai è diventata una consuetudine quella di celebrare processi soprattutto in tv con invitati, a vario titolo, che sciorinano accuse e alla fine emettono la propria personale sentenza nei confronti di chicchessia.
Non c’è da soffermarsi sulle qualità professionali né tantomeno sulle conoscenze specifiche di questi personaggi che quando poi possono, secondo l’accaduto, sembrano cantare in coro.
Come detto non si cerca di difendere Antonio Conte perché è l’allenatore del Napoli ma il tentativo è quello di cercare di capire cosa abbia davvero scatenato una simile reazione.
Vorremmo ricordare a chi non ha mai avuto il piacere di seguire una partita da bordo campo che quella è una visuale completamente diversa. Accadono cose che non si vedono e che anche i bordocampisti spesso non riportano perché temono di non essere ammessi successivamente dalle società che debbono concedere il permesso. La cosa vale anche per le televisioni commerciali che, anche pagando i diritti, sono di sovente costrette a cedere dietro la richiesta di non permettere la presenza di questo e quella persona perché indesiderata.
Insomma la partita che si vede dal terreno di gioco è ben altra rispetto a quella che si segue dagli spalti o da casa grazie alla tv.
Si ribadisce non si stanno cercando scappatoie per salvificare Conte.
Il tecnico salentino sta facendo molto di più che di necessità virtù vista la situazione pesante per l’infermeria piena. Le parole di McTominay a fine gara, uno scozzese pratico, realistico e fuori dai meandri delle nostre elucubrazioni, sono esplicative in tal senso.
Al Napoli mancano uomini importanti, si può dire quasi mezza squadra titolare.
Non è una giustificazione né tanto meno un’attenuante ma fa capire la tensione che vive un uomo di campo nato e cresciuto con la voglia di competere per cercare di primeggiare.
Il suo Napoli, anche se non è dimostrabile in pratica, non si sa dove sarebbe se non avesse dovuto reinventarlo quasi ogni settimana.
Veniamo alle vibrate proteste.
Antonio Conte sa come funziona in quelle zone, è stato l’allenatore della Juventus prima e proprio dell’Inter dopo. Non ha gradito come l’arbitro cercava di spiegare a Di Lorenzo come erano andate le cose.
Questo perché Doveri tanto elogiato, anche con qualche ragione, ha però concesso all’Inter di protestare e chiedere falli tutta la gara senza mai intervenire, d’accordo con la sala var ha applicato alla lettera il regolamento.
Tutto bene, tutto chiaro. Ma allora perché Rocchi a fine ottobre ha dichiarato, durante i classici appuntamenti che tiene per parlare della giornata degli arbitri, che non tutti gli step on foot sono da calci di rigore?
Forse voleva dire che se il giocatore che subisce il fallo ha già fatto la sua giocata l’azione non è stata inficiata dal successivo pestone?
Era questo quello che Di Lorenzo diceva a Daniele Doveri, parole che l’arbitro non ha voluto ascoltare.
L’allenatore a questo punto ha detto quello che pensava in quel momento e il suo vergognatevi in effetti significava “non aspettavate altro”.
In ogni caso partita chiusa, campionato aperto, squalifica comminata e quindi spazio ai commenti del tipo: “solo un buffetto a Conte”; “punizione ridicola”; “doveva essere squalificato molto più a lungo”. Domenica sera in tv qualcuno, giornalista e non, parlava di tanti mesi come in Francia per Fonseca, si tratta di una ridicolaggine.
In conclusione. Niente mercato per il Napoli, mettiamo ko l’allenatore, il più capace in serie A in questo momento, mandiamo al Napoli al Maradona arbitri esordienti e fuori casa invece arbitri tipicamente casalinghi e poi lasciamo che il var faccia disastri tipo quelli di Napoli – Verona, magari plaudendo al suo operato.
Riusciranno i nostri eroi a schivare tutto questo?
Lo sapremo a maggio, per il momento teniamoci stretta la prestazione di domenica sera perché se c’era una squadra che doveva primeggiare era il Napoli, capace di mettere in campo, cuore, tecnica e tattica contro la rosa incontrovertibilmente più forte del campionato.