Terzo pareggio consecutivo per gli azzurri, secondo in casa. Ed ecco trovati i 6 punti che in questo momento dividono il Napoli dall’Inter capolista che si è laureata campione d’inverno. Partenopei al terzo posto dopo il turno di recupero, in attesa del Milan impegnato domani contro il Como, e con un solo punto di vantaggio su Juventus e Roma.
Parma chiuso e Napoli impalpabile
Il Napoli, orfano del suo comandante in panchina per espulsione di Conte contro l’Inter, comincia il match con il giusto piglio anche se non dà quasi mai l’impressione di voler divorare il campo e azzannare l’avversario.
Gli sforzi fisici del Meazza contro l’Inter sono stati notevoli, anche la prestazione dei nerazzurri in casa contro il Lecce ne è stata la riprova con un Inter che ha si trovato la vittoria di misura con gol di Pio Esposito arrivato a 12 minuti dal triplice fischio ma che ha faticato, e non poco, per riuscirci.
Le due gare, di Napoli e Inter, sono per un certo verso state molto simili. Non vogliamo appigliarci solo e soltanto a “sviste” arbitrali ma la differenza l’ha fatta un gol, regolare quello dell’Inter e concesso, regolare quello del Napoli, fuorigioco assolutamente inesistente di Mazzocchi sul gol di Mctominay, e revocato al var e non concesso.
Poi possiamo sicuramente far partire il processo all’intenzione, ai cambi sbagliati di Conte dall’alto, agli infortuni che stanno compromettendo la stagione del Napoli, agli azzurri che non scendono in campo con la stessa voglia e determinazione mostrata contro l’Inter e in generale le grandi squadre, e ad un Parma che rinuncia completamente a giocare e si chiude per un’intera partita con 11 uomini nella propria metà campo concedendo poco o nulla al Napoli.
Analisi del match
Prima frazione di gara, in cui il Napoli trova il gol dopo un quarto d’ora, poi revocato per fuorigioco inesistente come detto e visto alla lente d’ingrandimento. Ma per il resto gli azzurri non sono in serata e si vede. Nella ripresa maggiore spinta offensiva grazie all’ingresso in campo in particolare di Spinazzola, ma gli azzurri non arrivano quasi mai al tiro e quando ci sarebbe la possibilità, Hojlund non calcia verso la porta avversaria.
Terzo pareggio consecutivo e terza gara consecutiva del Napoli in cui gli episodi arbitrali continuano a far discutere. A conti fatti il Napoli è a meno 6 dall’Inter e se vuole restare in corsa ha le ultime cartucce da potersi giocare per tentare di restare ancora in orbita scudetto. Nulla è perduto ma bisogna cambiare marcia già da sabato contro il Sassuolo, anche perché dopo il Copenaghen in Champions si andrà sul campo di una Juventus che sembra aver ritrovato fiducia nei propri mezzi.
Si salvano Mctominay e Spina
Milinkovic Savic, Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno 6: reparto arretrato da sufficienza. A conti fatti il Napoli non corre mai grossi rischi ma il Parma si fa vedere pochissimo in fase offensiva.
Mazzocchi e Olivera 6 e 5.5: Conte cambia inizialmente i due larghi di centrocampo e parte con questa coppia inedita. Sarebbe stato forse opportuno cambiarne solo uno dei due? Nessuno dei due incide in maniera particolare. Mazzocchi spinge per quanto possibile e si fa apprezzare per grinta e sudore ed è da sufficienza. Olivera sbaglia passaggi elementari e non riesce quasi mai a dare una mano in fase offensiva.
Lobotka 5.5: un paio di strappi importanti. Partita quasi da sufficienza ma nel finale sbaglia troppi palloni nel momento più importante della partita.
Mctominay sempre fra i migliori
Mctominay 6.5: è l’uomo più forte e più in palla di questo Napoli. Non sbaglia nulla. Trova il suo sesto gol in campionato ma gli viene ingiustamente annullato. Ad averne altri di calciatori così in rosa.
Delusione Lang
Politano e Lang 5.5: i due esterni offensivi del Napoli incidono poco. Si limitano a passaggi elementari ai compagni meglio posizionati ma non trovano mai il fondo e gli scatti decisivi.
Hojlund non in serata
Hojlund 5: solito sacrificio e lavoro senza palla fondamentale ma ha sui piedi il pallone della partita e non si capisce perché decida di non calciare in porta.
Spinazzola 6.5: è lui l’uomo che cerca sempre di dare nuova linfa al Napoli. Subentra e cerca sempre il fondo, il dribbling, la giocata. È l’unico in questo momento in grado di dare superiorità numerica con costanza.
Elmas e Neres 5.5: incidono poco o nulla. Fanno il possibile ma non danno il giusto cambio di passo alla manovra offensiva degli azzurri.
Vergara e Lucca s.v.: entrano troppo tardi per essere giudicati.
All. Cristian Stellini/Antonio Conte 5.5: in panchina c’era il primo ma siamo certi di poter dire che a comandare dall’alto fosse sempre Antonio. Scelte difficilmente comprensibili quelle di stasera. In una partita bloccata togliere Lang al ’55, in particolare senza avere in questo momento uomini simili in quel ruolo con propensione offensiva, non è stata una delle migliori scelte. Vero che l’olandese sta dimostrando poco o nulla ma con un Elmas più difensivo che offensivo ed un Neres non al meglio forse Noa Lang poteva restare sul terreno di gioco fino a fine match. Lucca, che da riserva di Lukaku è diventato riserva di Hojlund, tutto fa tranne che la riserva dell’attaccabte danese. Sullo 0-0 viene inserito nella mischia nei soli minuti di recupero quando potevano essergli concessi almeno 15/20 minuti. Purtroppo è lui l’attuale attaccante di riserva e benché finora non abbia dimostrato di essere da Napoli è comunque un’arma che poteva essere giocata prima.
Arbitro Fabbri 2: annulla un gol regolare a Mctominay dopo consulto var. Non ammonisce mai i calciatori del Parma per perdite di tempo. Il portiere avversario vede rifilarsi il giallo solo all’ottantesimo quando per l’intera gara non fa altro che prendere tempo su ogni rimessa dal fondo.