City vs Napoli, Conte vs Guardiola

La prima partita del Napoli di Antonio Conte in questa Champions League 2025/26 andrà in onda stasera da Manchester, sponda City, ed è come se il Napoli riannodasse un discorso interrotto partendo proprio da dove per la prima volta, il 14 settembre 2011, la squadra partenopea ha partecipato alla rinnovata Coppa dei Campioni.

In quella serata il Napoli di Walter Mazzarri mise paura al Manchester di Roberto Mancini grazie al vantaggio messo a segno con un’azione veloce e precisa in contropiede da Edinson Cavani.

La squadra azzurra in questi giorni di attesa e come se la partita di stasera l’avesse già giocata più volte mostrando a tutti, nonostante la conclamata forza dell’avversaria, di essere all’altezza del confronto.

Partiamo dalla prima partita virtuale già giocata dal Napoli e precisamente dalle dichiarazioni di Conte.

Il tecnico ha mostrato al mondo dell’informazione ancora una volta cosa significa avere le idee chiare.

Non stiamo scoprendo nulla di nuovo per la verità ma sentire Antonio Conte parlare delle sue esperienze in campo internazionale, con le squadre di club che ha allenato e di questa sua nuova avventura che sta partendo, ha chiarito una volta di più, ci si augura a molti, perché il Napoli ha vinto lo scorso campionato.

La consapevolezza di allenare una squadra che si sta riaffacciando in Europa dopo l’assenza dello scorso anno con obiettivi precisi, poco fumosi, per niente trionfalistici ma al contrario pragmatici e soprattutto aderenti alla realtà fanno della partita di stasera, ore 21.00, un punto di partenza verso la ricostruzione di una internazionalità da riconquistare.

Conte ha ragione quando indica la squadra del City come i “maestri” dai quali imparare e portare a casa qualcosa ed ha ancora più ragione quando indica Guardiola come il miglior allenatore in circolazione, se non fosse altro lo dicono i risultati.

Non è falsa umiltà o timore perché di sicuro questa sera il Napoli targato Antonio Conte, superati forse solo i primi minuti di normale emozione, si giocherà al meglio delle sue possibilità la partita. Lo farà contro la squadra, contro il suo allenatore, alla presenza di un pubblico numeroso dove la presenza partenopea annunciata come numerosa non mancherà.

La seconda partita che il Napoli ha già giocato, sempre virtualmente, si riferisce all’eleganza.

L’Italian style firmato Armani, la sua perdita per il nostro paese è enorme, ha ieri sera fatto il suo esordio sul prato dell’Ethiad, per la verità era apparsa già a Capodichino quando i giocatori, lo staff tecnico e gli accompagnatori sono passati dal pullman all’aereo, mostrando a tutto il mondo cosa siamo capaci di fare noi italiani e soprattutto noi italiani del sud, ci riferiamo all’idea di De Laurentiis di coinvolgere nel calcio Giorgio Armani.

L’eleganza delle divise è innegabile, lo stile è forse ineguagliabile, la sfilata dei ragazzoni del Napoli partita per l’Inghilterra ha finito per esaltare un prodotto di qualità che solo dalle nostre parti si riesce a produrre.

La terza partita che il Napoli ha già giocato, ripeto sempre virtualmente, è quella con l’informazione.

I risultati delle italiane impegnate in Champions non sono stati sin qui esaltanti, diciamo che potrebbero definirsi attesi, ma da qualche parte non la si pensa così.

Le cronache ci rimandano un’Inter è risorta con il fromboliere Thuram in testa, la Juventus che avrebbe mostrato tutto il suo carattere e la sua esplosività in attacco e un Atalanta che si è inchinata, come ampiamente prevedibile, ai campioni d’Europa in carica.

Questo in breve il resoconto giornalistico che resta solo in attesa di commentare la prestazione e il risultato del Napoli con le braccia aperte di una matrigna.

In realtà l’Inter ha superato l’Ajax, terza nel suo campionato dopo cinque giornate, come sempre rinnovata e fortemente ringiovanita per una scelta societaria ben precisa, opposta ad una formazione esperta come quella nerazzurra finalista della scorsa Champions.

La Juventus ha pareggiato in extremis una partita con il Borussia Dortmund, anch’esso terzo nel suo campionato, subendo ancora una volta una valanga di reti, quattro, che si aggiungono alle tre di sabato per un totale di sette reti subite in due partite.

Non si tratta di una media tipica di una grande squadra ma si sa che nel calcio tutto è possibile e quindi anche che non si riesca a realizzare ogni partita quattro reti.

L’Atalanta ha preso quattro reti a Parigi, un risultato prevedibile, ma va detto e rimarcato come la squadra orobica abbia dovuto fare a meno di: Ederson, Scamacca, Kolasinac e Lookman che se disponibili sarebbero stati tutti in campo dal primo minuto.

In quest’ottica il risultato del Napoli, i bookmakers lo danno ampiamente sconfitto, non dovrebbe migliorare, come previsto da più parti, la prima giornata di Champions che domani potremo, se le cose andranno male a Manchester, definire più che interlocutoria abbastanza catastrofica per il malandato calcio italiano.

Veniamo a questo punto comunque alla partita di stasera.

Il Napoli di Conte dovrebbe presentarsi in campo con poche variazioni rispetto a Firenze. È probabile che tra i pali ritorni Meret ed è possibile che Olivera giochi dal primo minuto al posto di Spinazzola.

Dall’altra parte quasi certamente Guardiola schiererà in campo la stessa squadra che domenica ha fatto suo il derby con lo United.

Gli azzurri dovranno stare molto attenti alle ripartenze o meglio ai contropiede che il City cercherà di attuare. Negli spazi larghi la squadra di Guardiola si esalta e il suo ariete, Haaland, trova sfogo per le sue doti atletiche.

In ogni caso sono le fonti di gioco quelle che preoccupano di più Antonio Conte.

Rodri, Bernardo Silva e Rejinders hanno l’estro, la qualità tecnica e i polmoni per mettere in difficoltà la trequarti partenopea.

È molto probabile che la partita si risolva proprio a centrocampo dove la corazzata inglese troverà tra gli oppositori De Bruyne che ha dato estro e profondità al gioco del Napoli dopo averlo fatto per dieci anni proprio nel City di Guardiola.

I precedenti tra Manchester e Napoli, per quello che valgono, danno ragione agli inglesi che nelle quattro sfide giocate sino ad ora hanno prevalso per due volte, pareggiando un confronto e venendo sconfitti una sola volta a Napoli dal bel Napoli di Mazzarri nel 2011 con matador Cavani due volte in rete.

Quel Napoli, come detto in precedenza, veniva dal pareggio ampiamente meritato, conquistato nella gara d’andata proprio in trasferta in terra inglese con Cavani, matador assoluto.

Se la storia si dovesse ripetere, era un settembre di quattordici anni fa, il Napoli potrebbe dirsi soddisfatto.

Il campo è pronto, le squadre pure, fischia un tedesco (non è proprio il massimo per il Napoli) aspettiamo con fiducia di vedere i ragazzi di Conte all’opera.

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