Conte: “Fatevi una domanda e datevi una risposta”

È stato preso per uno sfogo quello di Antonio Conte di sabato sera durante le interviste e conferenza stampa post gara contro la Fiorentina.

È il classico sistema per archiviarlo da subito.

Un po’ come a dire, parla che tanto a poco serve parlare ed esprimere anche concetti giusti che nessuno vuole ascoltare.

L’amarezza di Antonio Conte per l’infortunio di Giovanni Di Lorenzo

Antonio Conte, visibilmente amareggiato per l’ennesimo infortunio, per fortuna meno grave di quanto è apparso sul terreno di gioco, occorso al capitano Giovanni Di Lorenzo, ha insistito su un concetto che dovrebbe essere alla base del mondo calcio: tutelare gli attori di questo splendido gioco ovvero i calciatori.

E Conte ha parlato anche delle esagerazioni che si commettono negli accordi per gli stipendi faraonici degli ultimi anni (spesso erogati a calciatori che non valgono quelle cifre, ndr) senza esimersi dal parlare di sé stesso e del suo stipendio che da più parti viene indicato come spropositato.

Ha anche ricordato come nel suo caso continui ad allenare soprattutto per la passione che nutre per il calcio mentre potrebbe starsene a casa a godersi la famiglia anziché rischiare le coronarie ogni settimana.

Nessuno può stabilire in assoluto se il suo ingaggio sia esagerato o usare altro termine, mentre visti i tempi che corrono la sua storia, il suo riconosciuto valore ma soprattutto la sua consolidata professionalità parlano per lui.

Poi Conte ha anche parlato delle rose, dei vivai, delle restrizioni imposte nella formazione della rosa ad inizio anno mettendo sul tavolo temi che il calcio italiano non vuole affrontare perché l’Italia è davvero un paese con una storia millenaria alle spalle, all’avanguardia oggi in molti settori per la creatività insita nel suoi cittadini, anche se in alcune branche, una è sicuramente il mondo del calcio, stenta ad affrancarsi da un sistema feudale in mano a pochi che non molleranno facilmente la presa se non costretti.

Queste brevi note a margine di una gara, che il Napoli è riuscito a far sua grazie a qualche ennesima intuizione del proprio tecnico, la dicono lunga su quello che stiamo vedendo ad ogni giornata di campionato.

Parliamo per un momento dell’Inter.

La squadra nelle mani del dr. Marotta ha sommato un debito verso terzi enorme.

A breve la società dovrebbe rimborsare un’obbligazione in scadenza nella prossima stagione senza avere in cassa un quattrino per poterlo fare.

Si parla già di una nuova operazione che dovrebbe allungare i termini di questo importante debito e coprire il pagamento delle cedole. In parole povere il debito aumenterà ancora.

Pur non avendo vinto nulla nella scorsa stagione l’Inter ha potuto godere di introiti importanti essendo arrivata in fondo alla Champions. Tutto quello che ha potuto portare refrigerio alle casse sociali, attraverso alcune manovre di bilancio, ha creato un piccolo utile cosa che non accadeva da anni.

Di fatto la società ha una situazione finanziaria precaria che in questa stagione può trovare un piccolo miglioramento solo fregiandosi di qualche titolo.

Ed allora sono state mosse tutte le pedine dello scacchiere per assicurarsi il risultato a partire dal presidente federale cha ha in consiglio l’appoggio incondizionato del dr. Marotta nella migliore interpretazione di: io faccio qualcosa per te e tu la fai per me.

Di fatto l’Inter è in situazione di default come d’altronde il Milan, la Juventus e soprattutto la Roma.

Però come ha detto sempre Antonio Conte in quest’intervista il Napoli ha 240 milioni di euro in cassa e non può fare mercato mentre le “quattro dell’Ave Maria” hanno acquistato, si sono rinforzate e si presentano alla volata finale con il chiaro intento di mettere fuori dalla Champions della prossima stagione proprio il Napoli.  

In questo momento, per le difficoltà che il club sta attraversando con una rosa ridotta all’osso da una serie davvero inspiegabile di infortuni, l’operazione orchestrata e diretta dalle stanze della federazione sembrerebbe stia dando i suoi frutti.

C’è però una variabile che nessuno può controllare, neanche gli arbitri e il var che ne stanno combinando di tutti i colori, d’altronde ci si poteva aspettare qualcosa di diverso con Rocchi designatore?

È un caos assoluto nella sua forma più becera non certamente quello che ha dato origine al tutto, come insegna la filosofia e mitologia greca, il caos da cui emersero le prime identità a disposizione di chi cercò di creare un ordine.

In poche parole, siamo nella merda.

Il calcio italiano è pieno di troppi personaggi che hanno cambiato il loro essere primordiale e si sono trasformati in tante piccole merde deambulanti.

Chi guida questa pletora di mostri viventi?

Sempre gli stessi, quelli che una volta conquistata una seggiola non la mollano per nulla al mondo.

Bisognerebbe seguire l’esempio dei rivoltosi di manzoniana memoria e “assaltare il forno delle grucce” alias il palazzo, dove il potere calcistico pensa di essere al sicuro con il suo capitano che ammicca, spiega, offre le sue ricette, parla solo in apparenza per tutti, mostra comprensione ma in realtà è un mero esecutore di un potere che onestamente ha stancato tutti, compreso purtroppo i tifosi senza i quali il calcio non ha ragione di esistere come in varie occasioni ha ricordato proprio Antonio Conte.

Related posts

Napoli – Lecce 2-1 azzurri a due facce

Napoli – Torino 2-1 un grande Alisson Santos

Napoli-Torino questa sera alle ore 20:45 per aprire il 28esimo turno con una vittoria