L’attesa è finita.
Il campionato che porterà il Napoli al centenario dalla Fondazione del 1926 inizia domani e saranno proprio i campioni d’Italia in carica ad aprire la prima giornata.
Gli azzurri scenderanno in campo alle 18.30 al Mapei Stadium per affrontare il neo promosso Sassuolo in contemporanea con la gara tra Genoa e Lecce del Ferrari.
Prima di parlare dei campioni d’Italia diamo uno sguardo generale alle novità che presenta in partenza la nuova stagione.
L’esercizio non serve a formulare pronostici e griglie che la storia ci ha insegnato come siano destituite di qualunque valore.
Ai nastri di partenza, invece, incuriosiscono alcuni cambiamenti di panchina e i movimenti di mercato che hanno visto due società lombarde in particolare mettersi in evidenza: il Milan e il Como.
I rossoneri hanno ripreso in panchina Massimiliano Allegri dopo l’annata disastrosa dello scorso campionato e con alcune cessione importanti, su tutte quella di Reijnders al City, hanno provato a ricostruire una squadra credibile per tornare al vertice in Italia e riconquistare l’Europa.
Sarà interessante vedere l’impatto del ritorno in panchina di Allegri e verificare il valore di alcuni nuovi arrivi.
Il Como di Fabregas, che si può dire sia stata la squadra rivelazione dello scorso torneo, si è rinforzato con un preciso scopo migliorare il rendimento della scorsa stagione.
La proprietà indonesiana ha ampie possibilità derivanti dal commercio mondiale del tabacco ed ha sposato il progetto lariano per passione ma soprattutto per dare un senso ad investimento che è stato costruito attorno ad un progetto turistico a cui la società dei fratelli Robert e Michael Hartono attribuisce grande importanza.
L’avere mantenuto in rosa i pezzi pregiati, arrivati lo scorso anno, e aver seguito le indicazioni dell’allenatore, le cui lodi sono intessute un po’ da tutti, apre uno scenario non più da neo promossa ma da squadra che parte per puntare alla parte sinistra della classifica come l’obiettivo minimo della stagione.
Nella prima giornata la squadra lariana ospiterà la Lazio del redivivo Sarri che ha accettato di tornare in panchina a Roma anche senza mercato.
Sono attese poi la Roma e la Fiorentina.
La squadra della capitale presenterà in panchina Gasperini che ha accettato la sfida di una grande piazza e che vorrà sicuramente dimostrare come nulla gli sia precluso.
La piazza come sempre si attende molto ed il tecnico già nelle prime dichiarazioni ha tenuto a precisare che molte delle voci giornalistiche del precampionato erano inventate di sana pianta.
Il rapporto a Roma tra media e allenatore non sarà semplice e se Gasperini dovesse avere una partenza complicata, ospiterà il Bologna all’Olimpico nella prima giornata, sarà difficile la posizione del tecnico dal quale tutta Roma si aspetta molto.
A Firenze, invece, si è lavorato bene con un mercato di rafforzamento che sulla carta appare convincente, con la qualificazione in Conference, praticamente raggiunta con la vittoria in trasferta di ieri sera, e con il ritorno in panchina di Stefano Pioli, accolto bene dai tifosi, che ha il compito di dimostrare che l’anno in Arabia non gli abbia arrugginito le idee.
Restano tra le squadre indicate per il vertice della classifica: Inter, Juventus e Atalanta.
La prima viene presentata da tutti come favorita ex aequo con il Napoli mentre per la seconda si attende di capire se Tudor è proprio il tecnico giusto per la rinascita attesa dal boccheggiante ed in astinenza popolo juventino. Il discorso cambia per l’Atalanta che con Juric in panchina ed una rosa ancora non definita del tutto si vedrà come gestirà l’addio di Gasperini.
I temi in partenza del campionato sono più o meno questi ma c’è da ricordare come in estate tutto sembra rose e fiori per poi cambiare alla prova del campo da gioco.
L’equilibrio esistente nel mondo del calcio, a parte qualche squadra soprattutto in Europa dotata di una rosa eccellente, fa sì che ogni partita, ogni avversario debba essere rispettato prima di ogni gara e poi in campo.
Le griglie sono un esercizio con poco senso. Vengono stilate giusto per riempire spazi e per fare scena.
Certo le squadre che si giocheranno il vertice saranno più o meno quelle previste ma ogni gara presenterà per tutte insidie e pericoli ed almeno in partenza non si vede una squadra che possa “ammazzare” il campionato.
Il Napoli riparte con lo scudetto sulla maglia
In conclusione veniamo al Napoli.
La batosta con la perdita di Lukaku non sarà indolore. Molti di quelli che nella scorsa stagione hanno definito l’attaccante belga non in modo lusinghiero avranno tempo per ricredersi.
Lorenzo Lucca alla prova del nove!
Antonio Conte dovrà gioco forza puntare per il suo nuovo Napoli sul giovane Lucca, che avrebbe voluto inserire in progressione, attendere un arrivo negli ultimi giorni di mercato e soprattutto impostare la squadra alla sua maniera cercando di valorizzare al massimo una rosa, che seppur orfana in questo momento del centravanti titolare, appare comunque migliorata rispetto alla scorsa stagione.
L’esordio a Reggio Emilia sarà impegnativo e in casa Napoli nel frattempo, mentre la squadra prepara la prima partita con lo scudetto sulla maglia, si lavora sul mercato per completare il mosaico costruito da Conte e Manna con la regia del presidente e di Chiavelli.
Insomma tutto e pronto e ci piace chiudere con alcune dichiarazioni del tecnico che ha conquistato il quarto scudetto della storia azzurra che mostrano ancora una volta quanta determinazione e lucidità ci sia nella mente di Antonio Conte: “Io il primo a vincere due scudetti col Napoli? Già il fatto che uno potrebbe essere il primo allenatore a vincere due scudetti col Napoli vuol dire che prima non c’è mai stato nessuno, quindi questo fa già capire la difficoltà di fare questa cosa e dobbiamo stare belli calmi. È un obiettivo molto molto difficile, vedremo cosa accadrà quest’anno e stiamo belli calmi. Voliamo basso e facciamo parlare gli altri. Noi dobbiamo fare i fatti”.
Ed ha aggiunto: “Nel precampionato tutti dicono di aver lavorato bene. Anche noi abbiamo lavorato, ma ora dobbiamo portare tutto sul campo. Non mi interessa chi sono gli avversari. L’importante è che gli altri possano vedere il Napoli come un avversario nella lotta per lo scudetto”.
Parole semplici, chiare. Dichiarazioni che mostrano come la volontà che ha portato al successo dello scorso anno non mancherà e scenderà in campo assieme ai calciatori. Sì in campo quello che sarà alla fine l’unico, vero arbitro della situazione.
È il momento che le parole vadano in soffitta, per lasciare spazio ai fatti, anzi ai gol.
Buon campionato a tutti, soprattutto a quelli a cui piace l’azzurro.