La prima giornata del nuovo campionato è già in archivio e domani prima della seconda giornata e della sosta per le nazionali si conosceranno anche i nomi delle avversarie in Champions per il Napoli di Antonio Conte.
Ferve ancora il mercato e la prima di campionato ha già aperto discussioni per quasi tutte le squadre di serie A, sono sorte le prime perplessità sugli acquisti, sulla scelta dei nuovi tecnici e sull’organizzazione in generale del campionato.
Andiamo con ordine partendo da cosa ha detto il campo.
Una sola giornata ovviamente è poca per capire esattamente se si è operato bene o male sul mercato ma qualche indicazione la si può ricavare.
Le squadre, cosiddette di vertice, non hanno tutte centrato la prima uscita. Il Napoli e poi l’Inter, la Juventus e la Roma hanno centrato la vittoria, chi in maniera molto chiara come i milanesi (5 a 0 al Torino), chi in maniera risicata come la squadra della capitale (1 a 0 al Bologna) opposta ad una squadra che appare ancora un cantiere troppo aperto.
In mezzo i bianconeri che con il rientro in difesa di Bremer sembrano aver ritrovato quella solidità nel reparto arretrato.
Il Napoli a +3 rispetto alla scorsa stagione
Veniamo al Napoli. La vittoria in trasferta contro il Sassuolo è da considerare importante anche per la prestazione, al netto di qualche sbavatura, offerta dalla squadra.
La prossima prova della squadra emiliana in trasferta a Cremona potrà dare anche qualche indicazioni sulla forza della squadra di Grosso e quindi di conseguenza lasciar comprendere che valore dare alla vittoria del Napoli in terra d’Emilia.
In sostanza, comunque, la squadra di Antonio Conte, partita con due sole variazioni rispetto alla squadra tipo dello scorso campionato ovvero con Lucca al posto dell’infortunato Lukaku e De Bruyne in mezzo al campo, ha mostrato piglio e autorevolezza e una serie di variazioni al gioco che già indicano come il tecnico stia lavorando per armonizzare le prestazioni degli uomini a sua disposizione.
Prima dell’esordio con il Sassuolo e subito dopo l’infortunio del centravanti belga qualche fondista ha subito sparato a zero contro la scelta di ingaggiare il belga nella scorsa stagione osservando come l’età del centravanti (32 anni compiuti a maggio) sarebbero pari praticamente al costo del suo cartellino e che quindi la società avrebbe impiegato male le sue risorse.
La domanda a questo punto è: chi ha pensato e poi scritto queste cose ci fa o ci è?
Romelu Lukaku, come più volte affermato da diversi profondi conoscitori del mondo calcistico con Perinetti in testa, è da annoverare come uno degli artefici della vittoria del campionato scorso.
È un regista avanzato, è un punto fermo nel gioco che ha permesso ad Antonio Conte di portare il quarto scudetto al Napoli.
C’è chi si sofferma sulle reti realizzate e non considera gli assist vincenti, c’è chi li considera e comunque si dice insoddisfatto del rendimento del centravanti belga.
La realtà è che il Napoli senza Lukaku perde molto del suo potenziale in zona d’attacco ed è per questo che va comunque rimpiazzato, sino al suo ritorno in campo, anche se questo significherà per Conte modificare qualcosa nel suo gioco.
Il tecnico d’altra parte ha dimostrato nella sua importante e vincente carriera di sapersi adattare alle situazioni di emergenza e di sicuro riuscirà a farlo anche questa volta.
Resta comunque incredibile che qualcuno ancora abbia da ridire sull’arrivo lo scorso anno dell’attaccante belga. È probabile che tutto nasca dal fatto che, pur trattandosi di cronisti napoletani, ci sia il gusto di parlare e criticare anche quando non ce ne sia bisogno.
È autolesionismo di basso profilo non diritto di cronaca o di opinione, anche se tutti sono liberi di esprimersi alla loro maniera, quello però a ben vedere è un’altra cosa.
Il campionato è lungo, il mercato è ancora aperto, la sosta è vicina e molte cose cadranno nell’oblio se prevarrà il buonsenso.
In ogni caso la prima giornata ha consegnato all’archivio una grande sorpresa e una convincente conferma.
Un Allegri perplesso osserva con attenzione il suo Milan contro la Cremonese
La sorpresa si riferisce alla Cremonese che è passata a Milano, sponda Milan. Le partenze ad handicap di Allegri sono note ma qualcosa stavolta poteva andare diversamente se il tecnico toscano avesse fatto qualche scelta conservativa in meno.
I tre punti della Cremonese sono di fatto giusti e la squadra di Nicola, partita per salvarsi, potrà contare su quest’avvio imprevisto per capitalizzare un vantaggio sulla zona salvezza.
Il Como di Fabregas è la sorpresa di questo campionato?
La conferma arriva invece da Como.
La formazione allestita da Fabregas, grazie alle ingenti disponibilità della proprietà indonesiana, ha dato spettacolo contro una Lazio apparsa in grande difficoltà.
La squadra lariana potrebbe essere la vera sorpresa di questo campionato se i suoi giovani e le pedine di esperienza inserite sapranno mantenere un rendimento costante.
L’ultima considerazione sulla prima giornata è riservata alla comunicazione allo stadio di Manganiello, proprio nella gara di Como, della posizione di fuorigioco di Castellanos.
Ci sono stati commenti sulla formula adottata dall’arbitro, sulle parole usate, sulla lunghezza della spiegazione ed anche sul modo stentoreo, questo il termine usato in Rai, utilizzato da Manganiello.
In molti casi si sono visti e sentiti sorrisi ironici e battute sull’avvenimento.
È evidente che oggi parlare di calcio è difficile. Sono pochi quelli che si soffermano su quanto accade sul tappeto verde del rettangolo di gioco preferendo fare del cabaret mediatico per risultare simpatici e per camuffare la propria incompetenza calcistica che, come in quasi tutte le branche della nostra società, è dilagante.