Dopo Napoli – Sassuolo e le altre restano due partite da giocare stasera ma non vi saranno scossoni nella parte alta della classifica, solo il Como, che giocherà all’Olimpico contro la Lazio, può confermare e consolidare la sua attuale posizione che vedrebbe la squadra lariana giocare in Europa nella prossima stagione.
L’unica variazione sensibile che la giornata ha presentato è data dalla battuta d’arresto della Juventus a Cagliari e dal pareggio esterno dell’Atalanta con il Pisa, fanalino di coda nella classifica di serie A.
Le prime tre hanno vinto tutte con il minimo scarto e soffrendo le avversarie.
La differenza tra la vittoria del Napoli e quelle di Inter e Milan
La differenza sostanziale che le tre vittorie presentano è quella che da un po’ di tempo vede il Napoli in difficoltà con la rosa, con le possibili scelte per un’infermeria che non accenna a svuotarsi, anzi.
Dalla battaglia organizzata da un Sassuolo, che ha impostato la gara pensando a come fosse stanco e preso da altri impegni il Napoli, la squadra azzurra è uscita con altri due infortuni.
Si sono fermati Rrahmani e Politano i cui tempi di recupero appaiono incerti ma non brevi.
La stagione va avanti con questo motivo ricorrente che porta il Napoli ad avere alti e bassi che hanno allargato un divario in classifica che a organico pieno non si sa come sarebbe stato ed in favore di chi.
Antonio Conte sarà già al lavoro sin dal dopo Napoli – Sassuolo per cercare soluzioni ottimali in una settimana che vede il Napoli volare a Copenaghen e successivamente giocare allo Stadium contro la Juventus.
Le due partite, vista la situazione che si è creata, potrebbero rappresentare il punto di svolta della stagione in un senso o nell’altro.
D’altronde il mercato con le limitazioni imposte in questo momento langue e difficilmente riuscirà a dare a Conte delle soluzioni alternative e immediatamente operative.
L’allenatore del Napoli però sappiamo che non lascerà nulla di intentato.
Quasi certamente per la Danimarca non partirà Neres che Conte spera di avere a disposizione a Torino.
In difesa Buongiorno dovrebbe prendere il posto di Rrahmani mentre è possibile che in Champions potrebbe essere utilizzato di nuovo dal primo minuto Vergara.
Il giovane di Frattaminore che in questi giorni ha compito 23 anni, ha alle spalle un campionato di serie C con la Pro-Vercelli e poi due con la Reggiana in serie B con però solo 39 presenze e 5 reti.
È di fatto un centrocampista con una buona visione di gioco che contro il Sassuolo è stato schierato tra l’esterno e la mezzala di destra ma nel corso della partita è stato evidente come non avesse le caratteristiche per coprire una zona di campo più ampia come Antonio Conte richiede ai suoi giocatori.
Non è una limitazione, si tratta invece di una caratteristica precisa che potrebbe tornare utile in uno schieramento diverso e non certamente orientato a battagliare per tutto il campo come è costretto a fare oggi il Napoli.
Le soluzioni comunque non sono tante, anzi sono ridottissime ed il tecnico dovrà pensare agli impegni ravvicinati che attendono la squadra.
Oggi si è aperta una speranza nel rivedere in campo ed in gruppo Lukaku ma non vi sono rassicurazioni sulla possibilità di un suo utilizzo.
Forse il belga potrebbe andare in panchina a Torino e giocare proprio qualche minuto nel finale che potrebbe servire a far rifiatare un poco Hojlund ma niente di più e se sarà così lo vedremo domenica nel tardo pomeriggio.
Nel formulare i calendari e scegliendo anticipi e posticipi qualcuno si è divertito a collocare il Napoli molto spesso alle 18.00, come sarà anche allo Stadium, un orario scomodo che non sembra adatto alla formazione partenopea.
In ogni caso va fatto un passo alla volta e il primo è quello in Champions.
La sfida in Danimarca ha il sapore dello scontro diretto con entrambe le squadre che hanno sin qui conquistato 7 punti in classifica e si trovano ai limiti della zona che dà l’accesso ai sedicesimi.
Al Napoli potrebbe bastare un pareggio, che significherebbe guadagnare il primo punto in trasferta in quest’edizione della Champions League.
Pareggio che comporterebbe poi la necessità di battere il 28 al Maradona i campioni del mondo per club del Chelsea.
Lo stato delle cose con la rosa decimata ed in difficoltà soprattutto a centrocampo non autorizza molte speranze ma già oggi una cosa la si può dire: qualunque sarà il risultato finale di Copenaghen il Napoli di Antonio Conte si batterà con quello che oggi ha nelle gambe e soprattutto nella mente e nel cuore.
Ci si augura che questo stato di cosa possa bastare e nel contempo si spera di non ripetere un risultato mortificante come quello maturato ad Eindhoven.