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Napoli-Chelsea questa sera alle 21 per non abbandonare il sogno europeo

Al Maradona gli azzurri si giocano le ultime possibilità di qualificarsi alla fase a eliminazione diretta della Champions League

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Napoli-Chelsea ultima chiamata per non scendere dal treno chiamato Europa. Dopo il deludente pareggio col Copenaghen gli azzurri sono scesi, a soli 90 minuti dal termine della fase a gironi, al venticinquesimo posto della classifica, il primo non utile a passare almeno ai play-off. Piazzamento, questo, certamente ben lontano dalle ambiziose aspettative estive, ma ancora rimediabile con una prova di cuore e orgoglio da offrire contro i Blues, visibile su Amazon Prime.

Napoli-Chelsea ultima chiamata europea per il Napoli di ConteNapoli-Chelsea: 90 minuti da giocare e un solo risultato a disposizione

Una vittoria in Napoli-Chelsea, infatti, regalerebbe con ogni probabilità ai partenopei la possibilità di proseguire la propria campagna continentale, essendo realisticamente improbabile che tutte le squadre che precedono immediatamente Di Lorenzo e compagni in classifica possano fare bottino pieno. Un altro risultato negativo, invece, renderebbero davvero difficile la qualificazione per i campani, il che diventerebbe un importante parametro di valutazione nel giudizio complessivo su una stagione che, dopo aver visto gli azzurri partire tra i favoriti in campionato e tra le mine vaganti in Champions, si è invece tremendamente complicata per una concomitanza di fattori.

Non rientra Anguissa; fuori Milinkovic, in porta c’è Meret

Tra questi, certamente, l’infermeria costantemente piena ha reso estremamente complesso il lavoro di Antonio Conte. Dopo lo stop di Milinkovic-Savic, che ha anticipato il rientro tra i pali di Meret, è stata ufficializzata la notizia relativa al prolungamento dello stop di Anguissa, che non potrà così rientrare in Napoli-Chelsea a dare manforte in mezzo al campo a Lobotka e McTominay, che non hanno un attimo per tirare il fiato ormai da mesi. Obbligata anche, in attesa che Lukaku ritrovi il ritmo partita, la conferma di Hojlund nel ruolo di riferimento offensivo; anche il danese non ha di fatto alternative da tempo, e proverà proprio contro i londinesi a ritrovare la via del gol.

Joao Pedre insidia in Napoli-Chelsea

Il Chelsea ha il destino nelle proprie mani

Il Chelsea, dal canto suo, si presenta al Maradona forte di una situazione in graduatoria ben più lusinghiera e di una rosa profonda che consente al tecnico Rosenior, che ha sostituito Maresca a inizio del mese in corso, di schierare un undici ben più fresco e in palla. I Blues, dopo sette giornate disputate, sono all’ottavo posto, l’ultimo che consente di qualificarsi direttamente agli ottavi, evitando lo spauracchio dei play-off. Una vittoria in Napoli-Chelsea, dunque, permetterebbe agli inglesi di avere la certezza matematica di saltare i sedicesimi di finale, motivo per cui è facile pensare che gli ospiti scenderanno in campo col coltello tra i denti, senza regalare nulla ai padroni di casa.

Azzurri e Blues: due stagioni opposte ma speculari

Le stagioni di Napoli e Chelsea, per un certo verso, si possono considerare quasi speculari seppur opposte. I Blues, infatti, hanno reso al di sotto delle aspettative in Premier League, cosa che ha portato alle dimissioni di Enzo Maresca, Campione del Mondo per club appena l’estate scorsa, ma sono stati molto costanti invece in Champions. I campani, dal canto loro, hanno tenuto botta in Serie A, rimanendo almeno fino a qualche settimana fa attaccati alle primissime posizioni, mentre in Europa sono stati ampiamente al di sotto delle aspettative, conquistando appena due vittorie e due pareggi in sette uscite. Napoli-Chelsea, così, diventa per gli uomini di Conte una prova da non poter fallire.

Il mancato confronto in panchina tra due ex compagni

A proposito di Conte e di Maresca, sarebbe stato curioso vedere confrontarsi in un palcoscenico così importante come Napoli-Chelsea due tecnici che hanno due filosofie molto diverse ma anche un passato in comune. Se il tecnico salentino è uno dei portabandiera del calcio concreto figlio della tradizionale filosofia italiana, il mister nativo di Pontecagnano è invece cresciuto all’ombra di Guardiola, facendo del gioco e del possesso palla le sue armi preferite. Entrambi, ad ogni modo, hanno vestito da calciatori la maglia della Juventus, essendo compagni di squadra dal 2001 al 2004 nel centrocampo bianconero.

Napoli-Chelsea: il precedente del 2011/12 che grida vendetta

Quanto ai precedenti, se si parla di Napoli-Chelsea la mente di tutti i tifosi azzurri corre subito alla stagione 2011/12 e a uno dei principali rimpianti dell’era De Laurentiis: il salvataggio sulla linea di porta di Ashley Cole sul tiro di Christian Maggio, che dopo la doppietta del Pocho Lavezzi e il gol di Cavani a ribaltare l’iniziale vantaggio londinese, avrebbe fatto terminare l’andata degli ottavi di finale di Champions per 4 a 1. Il 3 a 1, invece, non mise del tutto al sicuro gli uomini di Mazzarri in vista del ritorno a Stamford Bridge, e nonostante una bellissima rete da fuori area di Gokhan Inler alla fine furono i Blues ad avere la meglio sui partenopei ai supplementari.

 

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