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L'Editoriale di Numero 10

Napoli: parte la rincorsa?

Tre pareggi consecutivi di diverso valore. Diverse decisioni arbitrali discutibili e tutte in un senso. Un pizzico di mala sorte e poi il problema delle assenze di titolari e sostituti che non si possono concedere a nessun avversario. La squadra deve reagire con Antonio Conte che sicuramente starà indicando la strada per riprendere il discorso parzialmente interrotto

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Il campionato riparte stasera con Pisa – Atalanta con i recuperi che sono stati tutti giocati e la classifica che vede tutte le squadre con 20 partite giocate.

Scorrendo proprio la classifica si può valutare come al giro di boa, il famoso campionato d’inverno, l’Inter abbia allungato e il Milan sembra l’unica squadra in questo momento a tenerle testa.

Napoli tre pareggi che per il momento  ne hanno frenato la corsa

I due pareggi casalinghi del Napoli con il Verona e il Parma ne hanno rallentato la corsa e qualcuno pensa che la squadra azzurra sia uscita dal gioco per il vertice ed anzi debba temere anche per la zona Champions, visto che soprattutto la rediviva Juventus e la Roma, che investe sul mercato non si sa bene come, sono attaccate ai partenopei.

Con diciotto partite da giocare e la possibilità di invertire l’andamento con il recupero degli effettivi della rosa che sembra vicino è il momento per la squadra di Antonio Conte di stringere davvero i denti e saltare l’ostacolo soprattutto con il cuore e la testa.

L’impresa di recuperare i punti lasciati per strada non è delle più facili ma non è impossibile.

Bisogna crederci.

Nello scorso campionato proprio il Napoli recuperò in poche giornate ben tre punti all’Inter e questo giocando un girone di ritorno non brillantissimo.

Quest’anno la situazione si potrebbe capovolgere.

Le diciotto partite che si dovranno giocare potrebbero vedere il Napoli riscrivere ancora una volta la sua storia e quella del calcio italiano.

D’altronde a Milano pochi giorni fa la squadra azzurra ha dimostrato di esserci ed anche la partita con il Parma ha mostrato una squadra che pur tra diverse difficoltà avrebbe ampiamente meritato la vittoria, come d’altronde con il Verona.

Duole dove parlare a questo punto della questione arbitrale.

È un modus agendi del nostro calcio che purtroppo stenta a sparire.

Abbiamo potuto ammirare la direzione arbitrale di Guida, nato a Pompei e appartenente alla sezione di Torre Annunziata, allo stadio lariano per la gara tra Como e Milan. Non si vuole entrare nel merito di un giudizio sulle decisioni prese durante la partita ma si ribadisce, ne abbiamo già parlato, che la sua richiesta congiuntamente a quella dell’arbitro Maresca, napoletano, non è giusta né logica.

Era stata avanzata nel finale della scorsa stagione ma perdura in questo campionato.

In realtà è credibile che i due arbitri vogliano arbitrare ancora il più possibile in Serie A e quindi prediligono le squadre blasonate e non vogliano dirigere il Napoli per non essere ostracizzati nelle stanze del Palazzo.

L termine di per sé è un po’ bruttino ma è antico, viene dal greco, è significa letteralmente: escludere da una comunità o da un ambiente.

La sensazione è che in quel Palazzo già citato un Napoli ancora scudettato non verrebbe visto bene.

Tre scudetti in quattro anni sarebbero un’enormità per chi pensa che il calcio, il presidente Gabriele Gravina in primis, ha più bisogno di Milano e Torino che di Napoli.

Le manovre volte a raggiungere l’obiettivo sono iniziate da inizio campionato ed il Napoli le avrebbe rintuzzate meglio se solo non avesse avuto una sequela di infortuni e di decisioni avverse che ne hanno sin qui tarpato le ali.

Il gioco però non è finito finché non si mette il punto fermo e se conosciamo un pochino Antonio Conte pensiamo che nonostante tutto cercherà di motivare la sua squadra per tentare una rimonta.

L’impresa è sicuramente ardua ma come si diceva nulla è impossibile.

Il Napoli meriterebbe un pizzico di fortuna e qualche combinazione favorevole e soprattutto direzioni arbitrali più equilibrate e osservanti di quello che è il regolamento che continua ad essere interpretato a piacimento.

Domani quindi la squadra azzurra inizierà un tour de force che in 15 giorni vedrà impegnati gli uomini a disposizione di Antonio Conte affrontare al Maradona alle 18.00 il Sassuolo, che ha potuto riposare e preparare il confronto in tranquillità ed è anche una formazione pericolosa in trasferta, poi martedì 20 il Napoli volerà a Copenaghen per la Champions, domenica 25 la squadra sarà di scena sempre alle 18.00 allo Stadium, mercoledì 28 arriverà il Chelsea al Maradona e poi domenica 31, ancora una volta alle 18.00, al Maradona arriverà una Fiorentina che da qualche domenica mostra segni di ripresa.  

Lavori forzati dunque per una squadra che non ha disposizione molte rotazioni e poi c’è questa scelta della lega di farci giocare tante volte alle 18.00 che non è spiegabile se si pensa che il Napoli è la squadra campione in carica.

Va bene. Non ci fasciamo la testa. Il Napoli può riprendersi, può uscire da questo ciclo terribile meglio di come vi entra.

Basterà maggiore concretezza sotto porta, rinnovata solidità difensiva, si spera qualche recupero tra gli infortunati, un pizzico di buona sorte e qualche direzione arbitrale giusta, equilibrata con meno sorrisi come quelli di Doveri e Fabbri, visti in campo, che sanno di presa in giro.