Il borgo di Rosciolo si trova non lontano dal paese di Magliano dei marsi dunque nella Marsica. È un piccolo borgo situato più in alto verso il monte Velino. Dal punto panoramico, in cui troverete una grande cornice dietro la quale poter scattare una bella foto di gruppo, si ammira la grandezza del monte Velino che quando è innevato o in primavera ha davvero un fascino particolare. Poche case ed una piazzetta dove in estate si tengono concerti e piccoli eventi. Spesso questi borghi vengono ripopolati nella stagione estiva quando i nativi di seconda generazione vi ritornano per far visita ai nonni o genitori. In questa occasione le voci dei bambini si mescolano con quelle dei vecchi che giocano a carte. C’è però chi ha scelto, una volta andato in pensione, di ritornarci e così questo piccolo borgo ha anch’esso negli ultimi anni rivisto la luce. Uno di questi signori è Babbo Pino, un ex infermiere che ora si dedica ad aiutare gli anziani, unici stanziali del luogo. Babbo Pino è un signore con la barba lunga e bianca che ha lasciato figli e nipoti a Roma per ritornare alle sue origini, non ne poteva più della grande città.
Nel piccolo borgo c’è una chiesetta e lui ne ha le chiavi, è una chiesetta risalente al XII secolo il cui rosone all’entrata è rimasto intatto. Pochi affreschi di pregio all’interno e in fondo vicino all’altare la statua della Maria Vergine che viene portata in processione durante il mese mariano.
Di tutt’altro spessore, invece, è la Chiesa di SANTA MARIA IN VAL PORCLANETA fuori dal borgo ma non molto distante.
La Chiesa, aperta da volontari del luogo dietro richiesta, è uno dei più interessanti esempi di arte romanica abruzzese, in cui confluiscono influenze arabo-ispaniche, bizantine e longobarde.
Costruita alle pendici del Velino, nella valle detta “Porclaneta”- termine forse di origine ebraica o forse di origine Greca – la chiesa fu inserita in un più ampio complesso monasteriale, quello dei Benedettini; infatti, fu donata nel 1080 dal conte Berardo dei Marsi al monastero di Montecassino.
Affascina il colore bianco del suo interno, perché costruita in pietra calcarea, e di pregio e valore si distinguono l’ambone scolpito con influenze orientali e bizantine, il ciborio con influenze moresche e l’iconostasi in legno.
Dopo aver assaporato la bellezza di luoghi antichi, lontani dai rumori della città ed immersi nella natura il consiglio è di ritornare a Rosciolo dove, questa volta, sarà il palato ad approfittare del gusto di cibi genuini cucinati nelle taverne del luogo.