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SAN PIETRO IN ALBA FUCENS

UNA CHIESA SU DI UNA COLLINA

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In alto alla città romana di Alba Fucens si erigeva, come spesso nelle città romane, il tempio. Quello eretto sul promontorio che dominava la città e si affacciava sul lago del Fucino era dedicato ad Apollo. Immaginiamo come, un tempo, gli abitanti di questa colonia romana si recassero al tempio per i consueti riti, questo luogo ha qualcosa di magico e sorprendente, il vento quieto in estate spazza via la calura e in inverno invece è freddo ma avvolgente, perfetto per una passeggiata in solitudine, per chi vuole purificarsi dal caos cittadino e rischiarare i propri pensieri. La vista è ampia su tutta la valle e guardandola ci si riempie il cuore, essa ci ricorda di essere solo un piccolo frammento di questo mondo e non il fulcro centrale come crediamo ogni giorno.

Immerso nella natura che guarda dall’alto i resti della città romana, il tempio è oggi una Chiesa risalente alla metà del VI secolo dopo Cristo. In quel periodo venne costruito il primo edificio cristiano impiantato sui resti del tempio di Apollo di cui si rinvengono ancora oggi alcune tracce.

Oggi questa chiesa appare come un gioiello di epoca romanica – XII secolo – che anche grazie all’intervento dell’uomo si è conservata nei secoli.

Ad aprire ai visitatori questa meraviglia è una volontaria che, a richiesta, rende accessibile la visita, anche in questo caso negli ultimi anni si è data maggiore rilevanza a questo luogo permettendone l’entrata.

Guardando l’esterno si nota una diversa tipologia di materiali, difatti grossi blocchi squadrati in pietra calcarea – facenti parte dell’originario tempio romano – si mescolano a pietre di piccole dimensioni utilizzate per il prolungamento dei muri antichi durante il XII secolo.

Entrando i nostri occhi restano affascinati dal tramezzo che separa la parte dei fedeli da quella dove viene celebrata l’eucarestia ossia: l’iconostasi, e dall’ambone – parte sopraelevata dove si leggevano le letture sacre – ambedue di epoca duecentesca.

In pieno Abruzzo veniamo avvolti da un alone di mistero e da atmosfere arabe, perché lo stile che caratterizza queste due strutture è di origine bizantina, è da loro che maestri cosmateschi, artefici di tali mosaici e intarsi, avevano ereditato questa tecnica.

Quale migliore occasione, se non quella estiva, per recarsi qualche giorno nell’ entroterra abruzzese meno esplorato ma ricco di curiosità e cibo genuino.