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Supercoppa, il tesoro d’Arabia

Anche quest’anno la Supercoppa Italiana sarà assegnata tra le dune del deserto arabo

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Partirà stasera a Riyad, con la prima semifinale tra il Napoli Campione d’Italia e il Milan finalista di Coppa Italia, la final four per l’assegnazione della Supercoppa Italiana 2025. Domani saranno di scena l’Inter, seconda in campionato, e il Bologna vincitore della Coppa Italia, e infine lunedì 22 si svolgerà la finale per la conquista del trofeo.

L’accordo con gli arabi

L’assegnazione della Supercoppa in terra araba è la conseguenza di un accordo commerciale tra la Lega Serie A e le autorità Saudite, accordo rinnovato nel 2023 con la previsione di un investimento complessivo da parte degli arabi di oltre 92 milioni di euro distribuiti su sei anni.

In particolare, l’intesa prevede che nel periodo 2024 – 2029 quattro delle sei edizioni in programma debbano svolgersi in Arabia, con un investimento da parte dei sauditi di circa 23 milioni per ogni edizione.

Inoltre, per aumentare l’attrattiva televisiva e commerciale della competizione e garantire (almeno nelle intenzioni) maggiore spettacolo, il format della manifestazione prevede, invece di una singola partita tra le vincitrici dei due tornei nazionali, la formula delle final four tra le prime due classificate della Serie A e le finaliste della Coppa Italia.

Lo stadio

Teatro di tutte le partite in programma sarà il “King Saud University Stadium”, capace di accogliere fino a 25mila spettatori.

Il King Saud University Stadium

Il King Saud University Stadium

Si tratta dello stadio dove gioca l’Al-Nassr, che annovera tra le sue fila alcuni calciatori già transitati nella nostra Serie A, come Cristiano Ronaldo, Brozovic, Coman e João Felix.

L’impianto, costato circa 51 milioni, è conosciuto anche come “Al-Awwal Park” ed ha una singolare particolarità: costruito in acciaio traforato, cambia colore dal dorato al marrone a seconda del sole e di come le luci riflettono sulla sabbia circostante.

Il Montepremi della Supercoppa

Come detto, il montepremi è ricchissimo: alla vincitrice vanno 9,5 milioni di euro, oltre un ulteriore milione e mezzo nel caso di disputa di un’amichevole con la squadra vincitrice dell’omologo trofeo arabo.

La finalista ha diritto a 6,7 milioni, mentre le due società eliminate nelle semifinali comunque portano a casa 2,4 milioni ciascuna.

Inoltre, è previsto una sorta di “premio di solidarietà” pari a 2 milioni, che va distribuito tra le sedici squadre di Serie A non partecipanti alle finali.

Pioggia di euro

Le motivazioni di carattere finanziario che hanno spinto la Lega Calcio ad assegnare il trofeo tra le dune del deserto, a migliaia di chilometri di distanza dal nostro Paese, sono più che evidenti, e forse anche comprensibili.

Quello che però fa pensare, soprattutto alla luce delle criticità che in Arabia Saudita spesso riguardano la considerazione dei diritti umani e delle manifestazioni sociali, è il fatto che il calcio italiano, spinto sempre più da motivazioni economiche piuttosto che sportive, trascuri e metta in secondo piano i valori etici che dovrebbero essere il fondamento di ogni sport, a qualsiasi livello.