Dopo più di un anno il Napoli crolla fra le mura amiche. Lo fa nella partita decisiva per la qualificazione ai playoff di Champions League. Certamente il passaggio del turno non è stato perso ieri contro i campioni del Chelsea ma durante il cammino europeo degli azzurri, nel quale sono stati commessi non pochi errori.
Eppure ieri sera il Napoli ha saputo tenere testa ad una squadra forte, fisica ed importante come quella di Londra, qualificatasi fra le prime otto e quindi direttamente agli ottavi di finale. Gli azzurri arrivano invece trentesimi su 36 squadre e non è certamente un risultato incoraggiante considerato che squadre nettamente inferiori tecnicamente come Qarabag e Bodo Glimt, e non solo, si sono invece qualificate per i sedicesimi di finale.
Dal cammino europeo del Napoli ci si aspettava sicuramente di più. Ma i campioni d’Italia in carica in più di un occasione si sono fatti trovare completamente impreparati peccando di inesperienza in partite come quelle europee in cui non ti puoi permettere errori gravi.

Brilla la stella di Vergara
Il grande protagonista della serata del Maradona, sponda Chelsea, è stato Joao Pedro che con una doppietta di pregevole fattura ha aiutato i suoi ad uscire da Fuorigrotta con i 3 punti. Ma la stella partenopea che è brillata è quella del neo ventiduenne Antonio Vergara. Il primo tempo dello scugnizzo azzurro è stato condito da una serie di giocate che ne hanno fatto intravedere il talento puro e cristallino. Il gol che dà il pareggio agli azzurri poi, quello sognato per una vita intera, è un autentico mix di ferocia, tecnica e precisione.
Gli azzurri poi la ribaltano anche con Hojlund che sfrutta benissimo un cross di Olivera ma, nella seconda frazione di gara, è il Chelsea a fare la partita mentre il Napoli scompare completamente dal campo. La doppietta di Pedro fa il resto.
Vergara, McTominay e Hojlund l’unica luce in casa Napoli
Meret 5.5: sui tre gol non ha colpe, sia chiaro. Eppure li prende e non compie nessuna parata decisiva.
Di Lorenzo 6: sufficienza meritata. Finchè ne ha ci mette cuore e anima.
Juan Jesus 4.5: troppe volte perde il diretto avversario creando azioni pericolose. La mano che dà il rigore al Chelsea è la sua.
Buongiorno 5.5: si intravede qualche spiraglio di speranza. La sensazione è che pian piano stia tornando in forma ma non basta per garantirgli la sufficienza.
Spinazzola 5.5: a destra non incide come a sinistra.
Lobotka 6: si impegna e non perde quasi mai palla.
Mctominay 6.5: corre, salta l’uomo, recupera palla, si fa male e si rialza e dà tutto per la maglia che indossa.
Olivera 5: solo per l’assist che permette ad Hojlund di segnare il raddoppio, altrimenti il voto sarebbe anche inferiore perché non giocava da parecchio e si è visto negli innumerevoli errori commessi.
Elmas 5.5: non dà e non toglie. Fa il possibile ma il possibile non basta.
Vergara 7.5: scompare nella ripresa certamente ma il primo tempo resta sontuoso. È quello con più voglia. Corre, salta l’uomo, crea superiorità numerica, crossa in mezzo per i propri compagni creando più volte azioni pericolose e soprattutto segna il suo primo gol in maglia azzurra in maniera sontuosa, peccato che la rete non valga la qualificazione.
Hojlund 6.5: un gol bellissimo. Di rapina e rapidità su cross di Olivera. Il Napoli non riesce a difenderlo e poi perde. Lui, gol a parte però non dà il solito contributo.
All. Antonio Conte 6: il discorso sull’allenatore sarebbe abbastanza ampio. Si può discutere della sua poca propensione ad andare avanti con le sue squadre in campo europeo. E si può discutere certamente della pessima Champions che il Napoli gioca. Fossilizzandoci sulla partita di ieri merita la sufficienza perché il Napoli per 65 minuti ha dato tutto quello che aveva con gli uomini contati. La speranza, come da lui stesso dichiarato, che nonostante la penuria attuale di calciatori, non abbia perso la voglia da condottiero per andare avanti in campionato e Coppa Italia. Il quarto posto e la qualificazione alla prossima Champions diventa imprescindibile. In coppa si può cercare di fare cose buone nonostante l’avversario dei quarti, il Como, sia in una forma strepitosa ma il Napoli avrà dalla sua il pubblico amico. Ad oggi, al netto di assenze, sfortuna e anche errori arbitrali grossolani, in particolare nell’ultimo periodo, l’unico trofeo finora messo in palio dalla federazione, la Supercoppa italiana, è del Napoli e di Antonio Conte.
