È Luciano Buonfiglio il nuovo presidente del CONI, succede a Giovanni Malagò che ha occupato con successo quella poltrona per 12 anni.
Il neo presidente è nato il 15 novembre del 1950 a Napoli, di fatto è un napoletano imprestato a Milano, visto che all’età di 15 anni dalla splendida Posillipo si è trasferito nel capoluogo lombardo con la famiglia.
Luciano Buonfiglio e la sua carriera d’atleta

Sul cambiamento della sua vita in così giovane età, ha raccontato: “Da Napoli a Milano c’era molta differenza nel 1965 ed inserirmi non fu semplice ma lì nacque la passione per lo sport e in particolare per la canoa e la determinazione in me a non rimanere mai indietro”.
Arrivano i primi successi ed entra a far parte del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro. Sono gli anni in cui nella specialità dominano gli equipaggi dell’Europa dell’Est dove esisteva una tradizione e un bacino di praticanti molto numeroso.
Buonfiglio racconta: “Dal quel momento in cui entrai nelle Fiamme Oro la mia vita prese la forma dello sport vissuto fino in fondo: fatica, passione, impegno e rispetto ma, sempre con il sorriso”.
Da sportivo praticante ha preso parte a cinque campionati mondiali e ha fatto parte della nazionale italiana alle Olimpiadi di Montreal del 1976 nella specialità del K4 1000 metri.
Come ovvio per il neo presidente del Coni quello fu il momento più alto della sua carriera sportiva: “Fu l’apice del mio percorso da atleta, infinite emozioni ed esperienze che mi hanno forgiato per affrontare la vita”.
Lo sport per Buonfiglio è stato passione, impegno ma anche maestro di vita.
Contemporaneamente si afferma nel mondo assicurativo/bancario sino a diventare direttore centrale del corporate in Ras/Allianz.
La professione lo aiuterà a gestire la sua posizione da presidente del CONI e di sicuro l’esperienza maturata in campo lavorativo tornerà utile sin da domattina quando si siederà nella stanza riservata al presidente in Piazza Lauro de Bosis, 15 a Roma.
Del suo percorso professione Buonfiglio ha detto: “Un percorso dove ho imparato a pianificare il lavoro definendo le strategie per raggiungere gli obiettivi assegnati condividendoli con tutte le persone coinvolte rendendole consapevoli dell’importanza del loro impegno e protagoniste del successo”.
Al CONI arriva come neo presidente Buonfiglio
Il suo impegno professionale l’aiuta molto nel suo approccio verso il Coni, che Buonfiglio pensa debba essere gestito come un’azienda: “Serve un piano strategico pluriennale da condividere con le istituzioni senza perdere la determinazione e la passione dello spirito sportivo”.
La Federazione della Canoa/Kayak sotto la sua guida è passata da i 5.500 tesserati nel 2005 agli attuali 20.000. Il bilancio non è più il punto debole anzi è solido e sano. I progetti sono ambiziosi da anni con un centro federale nuovo finanziato dal PNRR.
I progetti sono sempre più ambiziosi, tanti i Campioni Olimpici e gli atleti sempre al centro di ogni progetto, aspetto che Buonfiglio ha più volte rimarcato nella sua campagna elettorale.
È stato insignito del Collare al Merito Sportivo il 22 dicembre del 2023, è stato vice presidente del CONI durante il primo mandato di Malagò, è anche attualmente vicepresidente dell’International Canoe Federation.

L’elezione di oggi è avvenuta al primo scrutinio con Luciano Buonfiglio che ha raccolto 47 voti su 81, ne servivano 41, mentre Luca Pancalli, attuale Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, si è fermato a 34.
Di sicuro Giovanni Malagò con i suoi fedelissimi ha appoggiato Buonfiglio mentre Pancalli era dato come sostenuto dalla maggioranza di Governo.
Nel discorso post elezione, Buonfiglio ha sottolineato che: “La parola cambiamento non mi piace”, a testimonianza del fatto che la sua presidenza continuerà nel solco tracciato da Malagò.
La parola d’ordine di Pancalli era stata invece sin dalla presentazione della sua candidatura la discontinuità.
L’aspetto più importante però delle parole di Luciano Buonfiglio risiede nel principio dello sport, dell’attività sportiva e nella cura degli atleti senza i quali nessun movimento esisterebbe.
Tra le prime dichiarazioni del neo presidente che ha tenuto come prima cosa a ringraziare chi lo ha sostenuto c’è: «La voglia e la determinazione di restituire la centralità a chi lo sport lo pratica, lo vive, lo organizza e lo sostiene ogni giorno».

La stagione positiva dello sport italiano può continuare con un nuovo presidente ancorato alla migliore organizzazione dell’attività sportiva.
Va detto infine che è stata sapientemente evitata la soluzione Franco Carraro, un uomo per tutte le stagioni che nonostante sia ritenuto un abile e capace manager, ha fatto il suo tempo e che avrebbe rappresentato un passo indietro nello sviluppo dello sport italiano che negli ultimi anni non ha conosciuto soluzioni di continuità.
