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Champions League: 350 milioni di motivi per giocarla

Con il nuovo format della Champions cresce ulteriormente il montepremi in palio

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Prende il via oggi la seconda stagione della “Super Champions”, con le partite del primo turno della fase preliminare che si svolgeranno nella classica “tre giorni” fino a giovedì 18.

Le italiane in campo

Gli impegni per le italiane sono da subito piuttosto complicati soprattutto per il Napoli scudettato, che scenderà in campo giovedì sera sul campo del Manchester City e per l’Atalanta del dopo-Gasperini, di scena domani al Parco dei Principi contro i campioni in carica del PSG; ma anche per l’ Inter (in campo domani ad Amsterdam contro l’Ajax) e la Juventus (contro il Borussia Dortmund questa sera all’ Allianz Stadium) si annunciano partite per nulla facili.

Champions: l’importanza economica

La vetrina della massima competizione europea ha ovviamente un fascino particolare per tifosi e giocatori, ma è ovvio che la partecipazione alla Champions, soprattutto se confortata da buoni risultati, assicura ai club anche un importante “ritorno”, oltre che in termini di popolarità e prestigio, anche in termini economici.Logo Champions

Anche per i club italiani, che si trovano ad operare in un contesto nazionale a dir poco complicato (ricavi che crescono poco, stadi che rappresentano spesso più un problema che un’opportunità e, nel caso di Juve e Inter, grandi difficoltà nel mantenere i conti in equilibrio), partecipare alla Champions, e andare il più avanti possibile, rappresenta dal punto di vista economico una fondamentale, e spesso addirittura vitale, boccata di ossigeno.

Champions: una pioggia di milioni

Ma vediamo quali sono le cifre in ballo: il montepremi totale della Champions League supera i 3,3 miliardi di euro, di cui 2,437 miliardi sono destinati ai club; si tratta, a certificare ulteriormente l’importanza della competizione, di una cifra molto più alta rispetto ai 565 milioni che vanno ai 36 club dell’Europa League e ai 285 milioni che spettano a quelli della Conference League.

Le risorse destinate alle società partecipanti alla Champions vengono distribuite in base a tre criteri: una quota di partecipazione uguale per tutti (il 27,5%, e dunque 670 milioni totali con circa 18,6 milioni per squadra), una calcolata in base al market pool/ranking storico (il 35%, e cioè 853 milioni che vengono ripartiti sulla base del palmares del club e dei mercati televisivi nazionali) e la quota rimanente assegnata in base alle performance sportive (il 37,5%, pari a 914 milioni), il cui peso è stato incrementato con l’adozione del nuovo format della Super Champions.

Nel girone preliminare sono previsti premi per ogni vittoria (2,1 mln) ed ogni pareggio (700mila euro), e vengono assegnati ulteriori premi anche in base alla posizione conquistata nella classifica unica, mentre per la qualificazione agli spareggi si riceve un bonus di un milione di euro.

Montepremi

Per chi riesce ad andare più avanti nella competizione ci sono ulteriori, e più corposi, benefici: gli ottavi di finale valgono 11 milioni, i quarti 12,5 milioni, le semifinali 15 milioni e l’accesso alla finale 18,5 milioni. La vittoria della Coppa assicura poi altri 6,5 milioni, oltre ai 4 milioni che spettano per l’accesso alla Supercoppa Europea.

Oltre a questi ricavi, si devono poi considerare gli incassi dei biglietti, che spettano esclusivamente al club che ospita la partita, e gli eventuali premi legati al raggiungimento di determinati obiettivi presenti nei contratti di sponsorizzazione.

E’ ovvio dunque che per Napoli, Inter, Juventus, e Atalanta la partecipazione alla Champions, ed il suo esito, aldilà del valore sportivo, rappresentino una variabile di bilancio fondamentale: per il club di De Laurentiis, e in misura minore per quello di Percassi, per crescere ulteriormente e consolidarsi; per Inter e Juventus (che peraltro avendo un ranking storico più elevato hanno margini di guadagno maggiori) soprattutto per sanare i conti in rosso e risolvere i propri problemi economici.

I guadagni delle italiane nell’ultima Champions

Se guardiamo alla scorsa stagione i risultati delle italiane in Champions sono stati altalenanti: l’Inter è riuscita ad accedere alla finale, mentre le altre squadre hanno tutto sommato deluso le aspettative: Milan, Juventus e Atalanta sono state eliminate tutte ai playoff, rispettivamente da Feyenoord, PSV Eindhoven e Bruges, mentre il Bologna è uscito già nella prima fase.

Inter finalista

L’Inter grazie al cammino compiuto ha incassato complessivamente oltre 130 milioni di euro, mentre le altre italiane hanno dovuto “accontentarsi” di cifre decisamente inferiori (ma comunque di impatto nei rispettivi bilanci): in attesa dell’ufficializzazione della UEFA, in base ai risultati conseguiti l’Atalanta, grazie al miglior posizionamento in classifica, dovrebbe aver ottenuto 65 milioni di euro, la Juventus circa 63, il Milan circa 60 e il Bologna poco più di 35 milioni.

Complessivamente dunque, i ricavi Champions delle cinque italiane in gara nella passata stagione hanno superato i 350 milioni: una cifra superiore a un terzo dei diritti TV “domestici” del campionato di Serie A, che valgono circa 900 milioni all’anno.

In definitiva vincere la Champions significa sicuramente compiere una grande impresa sportiva, ma per i club italiani, viste le cifre in gioco, molto probabilmente la cosa più importante è soprattutto partecipare, e non proprio nel senso del famoso motto di Pierre de Coubertin.