Manchester City – Napoli 2 a 0.
Aveva proprio ragione Giambattista Vico, i suoi corsi e ricorsi si ripetono puntualmente nel tempo.
Accostare al calcio il pensiero del filosofo, giurista e storico napoletano al calcio farà storcere la bocca a qualcuno ma in realtà una partita di calcio è come tutta una vita.
Ci si prepara, si studia, ci si applica durante la gara, ci si oppone in campo contro l’avversario, si vince, si perde o si pareggia, si suda e si dà tutto quello che uno ha ma alla fine si tratta anche di un confronto tra uomini che si battono per superare l’avversario.
Se non è vita questa, di che stiamo parlando!
L’arbitro tedesco Zwayer mentre parla con Haaland prima di andare alla review
Ieri sera a Manchester il solito omuncolo tedesco, coadiuvato al Var da un suo conterraneo, ha voluto incidere sul risultato della partita con decisioni discutibili e una direzione di gara ampiamente insufficiente.
Il preambolo non serve a giustificare la sconfitta del Napoli che esce dall’Etihad senza dubbio a testa alta anche se conta davvero poco.
Il signor Felix Zwayer è un arbitro spesso discusso, ha 44 anni e sarebbe ora di mandarlo a casa anche se il presidente della Commissione Arbitri dell’Uefa (in pratica il designatore), Roberto Rosetti da Torino ex arbitro di mediocri qualità, lo ha inserito addirittura nella lista degli arbitri che potrebbero dirigere la finale di Champions League di quest’anno.
Zwayer nella sua carriera ha subito una squalifica di sei mesi per una combine (si parlò, con documentazione, di 300 euro) quando arbitrava a 23 anni in quarta serie.
Il suo sodale, Christian Dingert, 45 anni, è abbastanza nuovo al Var e non ha alle spalle una carriera da arbitro di grande spessore e non ha applicato il protocollo Var come andrebbe fatto.
L’azione, dice il protocollo, va vista nella sua interezza. Quindi se il varista tedesco designato a Manchester lo avesse fatto avrebbe visto che Haaland fa fallo su Beukema atterrandolo impedendogli di difendere e quindi avrebbe suggerito a Zwayer di ordinare una punizione a favore del Napoli e non certo il rosso per Di Lorenzo o avrebbe chiuso la review concedendo il vantaggio al Napoli che aveva recuperato palla.
In ogni caso questa storia degli arbitraggi sfavorevoli in Europa nei confronti del Napoli si ripete con costanza destando pensieri forse iniqui, in ogni caso sarebbe ora che la cosa terminasse.
Non sappiamo se il Napoli può fare qualcosa per meritare un’attenzione maggiore da parte del signor Rosetti ma se neanche col Var si riesce a fare la cosa giusta in campo bisognerà prendere in esame di diventare un po’ più furbi, più smaliziati e forse anche un poco più cattivi agonisticamente parlando.
Nella gara di Manchester il Napoli ha evidenziato una difesa organizzata, nonostante l’inferiorità numerica, una difesa poco incline al fallo, pulita si potrebbe dire.
Con questo arbitro forse si poteva in alcuni momenti essere più decisi in alcuni interventi mostrando agli avversari che non sarebbe stato facile per loro gestire la superiorità numerica ingiustamente assegnatagli.
Detto tutto questo veniamo alla prestazione del Napoli.
La squadra azzurra sino all’espulsione aveva giocato alla pari e sembrava proprio in quella fase della partita che il Napoli avesse deciso di aumentare i giri del suo motore per andare ad offendere l’avversario.
De Bruyne visibilmente dispiaciuto mentre esce anzitempo dal terreno di gioco di Manchester
Il centrocampo aveva preso le misure al Manchester e forse De Bruyne, dopo l’iniziale emozione, avrebbe potuto offrire qualche pallone invitante a Hojlund.
La difesa non aveva concesso nulla e l’organizzazione di gioco partenopea sembrava poter reggere l’urto di una squadra sicuramente superiore ma che a ragion veduta può essere fermata.
Dopo è cambiato tutto.
Conte, suo malgrado, ha dovuto scegliere di ridisegnare la squadra richiamando in panchina De Bruyne, applaudito sportivamente dal suo ex pubblico, per mandare in campo Olivera e spostare a destra Spinazzola.
A quel punto la pressione, il palleggio e la qualità tecnica del Manchester ha iniziato a prendere il sopravvento e solo l’abilità tra i pali di Milinkovic-Savic ha impedito al City di andare in vantaggio nel primo tempo.
La rete che ha sbloccato la partita è arrivata al 56’ quando Conte aveva richiamato un esausto Politano, peraltro ammonito dall’arbitro pochi minuti prima, per inserire Juan Jesus passando a cinque in difesa.
La mossa serviva ad evitare i tentativi di aggiramento che il Manchester provava sulle fasce laterali ma ha anche indebolito la fase di interdizione sulla trequarti con Lobotka, Anguissa e McTominay sempre sotto pressione per la capacità di palleggio degli inglesi.
Questo il resoconto amaro di una partita che sarebbe stato bello vedere a uomini pari per tutta la sua durata per verificare lo step internazionale raggiunto dal nuovo Napoli di Conte.
Resta comunque l’ottima sensazione destata dai primi 20 minuti, la strenua e ordinata difesa durata circa 40’ e la capacità finale di evitare una disastrosa imbarcata.
Ora testa al campionato, poi il 1 ottobre al Maradona arriverà lo Sporting Lisbona, un avversario tignoso, che ieri ha battuto con un sonoro 4 a 1 la matricola Kairan Almaty arrivato in Portogallo dal lontano Kazakistan.