Di scena al Maradona i nerazzurri del Pisa, approdati nuovamente in Serie A dopo anni vissuti nelle categorie inferiori tra vicissitudini e problemi economici.
Dall’epoca d’oro di Anconetani ai due fallimenti
A parte la finalissima per il titolo nazionale di massima serie persa nel 1921, il club nerazzurro ha vissuto il suo periodo migliore nel decennio 1978 – 1988 sotto la guida di Romeo Anconetani, giornalista e intermediario di mercato che ha rappresentato una delle figure più iconiche di quel calcio romantico (ma non troppo) degli anni ’80.
Romeo Anconetani
Il Presidentissimo, come veniva soprannominato dai tifosi nerazzurri, dopo aver acquistato il Pisa in Serie C per 300 milioni di lire nel 1978, è riuscito a raggiungere la Serie A nel giro di appena tre stagioni.
Nei successivi dieci anni il club nerazzurro ha militato per sei volte nella massima serie, che ha lasciato con la retrocessione del 1991 per poi ritrovarla solamente quest’anno, dopo il secondo posto nell’ultimo torneo cadetto.
Con la presidenza Anconetani il Pisa ha raggiunto i suoi migliori risultati, con la semifinale di Coppa Italia del 1989 e soprattutto il doppio successo in Mitropa Cup (un torneo che si svolgeva tra squadre di Austria, Cecoslovacchia, Ungheria e Italia) nel 1986 e nel 1988.
Sembrava l’inizio di una bella favola sportiva, ma purtroppo dopo la retrocessione del 1991, e soprattutto con la fine della presidenza Anconetani nel 1994, è cominciato per il club pisano un lungo periodo di crisi, tecnica ed economica, culminato nel doppio fallimento, il primo proprio nel 1994 e il secondo, dopo la faticosa rinascita dell’Associazione Calcio Pisa, nel 2009.
Ripartito dalla Serie D dopo il secondo fallimento, il club è immediatamente risalito in terza serie, dove è rimasto per un decennio vivendo stagioni tutto sommato abbastanza anonime, fino alla promozione in Serie B al termine del campionato 2018 – 2019.
Il Pisa e la svolta internazionale: Alexander Knaster
Poi, nel 2021, la svolta: il magnate Alexander Knaster tramite l’AK Calcio Holdings Ltd., società fondata apposta dall’imprenditore a Malta, acquista per 12 milioni di euro il 75% delle quote della società dal presidente Giuseppe Corrado (che rimane titolare del restante 25%), assumendone il controllo.
Alexander Knaster
Knaster è un miliardario britannico (nato a Mosca da una famiglia di accademici e successivamente naturalizzato statunitense), fondatore di “Pamplona Capital Management“, una società di private equity (cioè di investimento di capitale di rischio in aziende private con l’obiettivo di valorizzarle, farle crescere o riorganizzarle per poi rivenderne la partecipazione guadagnandoci) con sedi a Londra, New York, Boston e Malta. Dopo quasi vent’anni di attività, la Pamplona Capital Management è arrivata a gestire asset per circa 15 miliardi di dollari, e Knaster può vantare un patrimonio personale di circa 1,3 miliardi di dollari.
Il programma definito dalla svolta internazionale di Knaster è chiaro: potenziamento della rosa, conti in ordine e particolare attenzione all’aumento di valore del brand.
E il ritorno in Serie A, a distanza di quattro anni dall’avvento dell’imprenditore di passaporto statunitense, rappresenta ovviamente un passo fondamentale per la realizzazione del progetto.
I conti in ordine
L’ultimo bilancio del Pisa, chiuso a giugno 2024, ha registrato rispetto al precedente bilancio un aumento dei ricavi a fronte di una riduzione del passivo. Si è ridotta anche la perdita: dai 21,3 milioni del 2023 ai 17,5 milioni del 2024, anche se soprattutto grazie alla rinuncia di finanziamenti infruttiferi già erogati da parte dei soci. Il patrimonio netto, nonostante la perdita, risulta positivo per circa 2 milioni di euro. Sono aumentati sensibilmente i costi della produzione (da 37,7 mln a 41,8 mln), soprattutto per l’incidenza dei costi del personale (essenzialmente ingaggi) pari a 23,5 milioni. Molto positivo il dato relativo al valore della produzione, passato dai 12 milioni del 2022 ai 16,5 milioni del 2023 ed ai 24,6 milioni del 2024. In aumento invece i debiti, cresciuti da 27 a 35 milioni, la maggior parte però verso Knaster (20 milioni).
Un miglioramento dunque graduale, che però, anche in prospettiva, può trovare sostegno ed “energia” nelle grandi disponibilità economiche di Knaster, che pare determinato a portare avanti il “progetto Pisa”.
Le prospettive
Knaster ha dichiarato di avere in programma, attraverso la sua holding, di ammortizzare gli investimenti effettuati in dieci anni.
L’Arena Garibaldi
Nel suo piano di investimenti hanno una importanza essenziale quelli previsti per la costruzione del nuovo centro sportivo nel quartiere di Gagno (già è stato speso mezzo milione di euro per l’acquisto dei terreni) e per il progetto di ristrutturazione complessiva dell’Arena Garibaldi, lo storico stadio in cui il Pisa gioca le sue partite casalinghe.
Miglioramento delle strutture ma anche, si diceva, miglioramento della squadra: pur senza registrare acquisti di spicco, il valore della rosa è aumentato in questa stagione, secondo i dati Transfermarkt, da circa 74 a oltre 93 milioni.
Una delle piccole della Serie A, quindi, ma con buone possibilità di crescere e far rivivere ai propri tifosi le gioie vissute con il presidente Romeo Anconetani.