Il 2026 del Napoli

Come sarà il 2026 del Napoli?

I pronostici nel calcio sono fatti per essere smentiti ed anche gli oroscopi non hanno molto senso pratico anche se qualche volta fanno centro.

La realtà ci porta a considerare alcuni aspetti che dovrebbero essere fondamentali soprattutto per la stagione in corso senza volgere lo sguardo troppo in là.

La rosa.

Si è aperta da poco la sessione di mercato di gennaio ed il Napoli non potrà operare in piena libertà per un rapporto non considerato in linea che riguarda il costo del lavoro allargato.

Si tratta di una peculiarità italiana visto che in Europa il fair play finanziario funziona diversamente. In Italia c’è rigidità su questo parametro mentre per altre società si continua ad ignorare l’alto indebitamento dovuto soprattutto ad obbligazioni non rimborsate ai soci alle scadenze che comporterebbero, vista la ripetitività e la crescita dell’ammontare, provvedimenti molto serie e stringenti.

Si tratta ovviamente delle solite società, quelle che vengono puntualmente salvate da possibili disastrosi fallimenti solo per il blasone, che definire oggi sbiadito è un eufemismo viste le figure che rimediano in Europa, che le accompagna.

Tornando alla rosa del Napoli la società dovrà trovare una soluzione per rifinire la rosa a disposizione di Antonio Conte che di sicuro necessita di un centrocampista all’Anguissa e di un terzino o un esterno di destra che possa consentire a Di Lorenzo di tirare di tanto in tanto un po’ di fiato.

Gli infortuni. 

Il tecnico si augura che in questa seconda parte della stagione le risorse a sua disposizione non vengano falcidiate come sino ad ora.

In questo momento il Napoli sta affrontando tutti gli impegni facendo a meno di Lukaku, che pur se in gruppo non è ancora entrato in campo neanche per pochi minuti, di Anguissa che dovrebbe tornare a disposizione nella seconda metà di febbraio, di Gilmour che potrebbe essere disponibile più o meno per lo stesso periodo, di Meret che dovrebbe rientrare entro fine mese e di De Bruyne per il quale si parla di un probabile rientro per metà marzo.

Questo senza parlare di altri infortunati in serie che da poco sono tornati a disposizione di Antonio Conte.

La continuità.

Al Napoli in questa prima parte della stagione è la cosa che più è mancata sia in campionato che ancor di più in Champions.

La squadra ha alternato prestazioni convincenti sia per il gioco che per i risultati ad altre da definire inspiegabili.

Nell’ultimo periodo dalla Supercoppa al ritorno in campionato la squadra sembra aver trovato un assetto valido che sembra garantire prestazioni all’altezza. La stessa difesa sembra aver ritrovato quell’impenetrabilità che ne ha contraddistinto il rendimento della scorsa stagione.

La campagna europea.

La partecipazione alla Champions assicura importanti introiti e anche un prestigio internazionale ma un’eventuale eliminazione a fine gennaio dovrà essere vista come un passaggio di costruzione e non una delusione.

La comunicazione.

È quanto meno non accettabile che i media trattino la squadra, il tecnico e la società facendo riferimento settimana dopo settimana solo all’ultimo risultato. La ricostruzione del Napoli iniziata lo scoro anno e più che mai in atto, anzi la rivoluzione estiva della rosa va tenuta in grande considerazione.

Il Napoli va valutato nel complesso sia delle prestazioni che della ricerca di un gioco che ha reinventare di continuo visto che ha dovuto fare i conti con ripetuti infortuni.

La squadra, come dice il tecnico, non è ancora pronta a comandare come lui vorrebbe nell’arco dell’intera gara.

Se Conte potrà continuare a lavorare in serenità il Napoli migliorerà ancora.

Il mese di gennaio.

Il Napoli sarà impegnato in un mese di gennaio molto difficile sia per gli impegni ravvicinati che per il calibro dei confronti che attendono la squadra di Conte.

In campionato in 27 giorni i campioni d’Italia in carica, compreso il confronto del 1 febbraio al Maradona con la Fiorentina, saranno impegnati in sette partite tra le quali tre trasferte con formazioni considerate di primo livello, la prossima, quella di domenica 4 all’Olimpico con la Lazio, quella di domenica 11 a Milano con l’Inter e quella sempre di domenica 25 allo Stadium contro la Juventus.

In casa invece saranno ospiti di seguito al Maradona: Verona, Parma, Sassuolo e la già citata Fiorentina.

In complesso sette partite molto impegnative e ravvicinate nelle quali s’innesteranno nella fase finale del ciclo le due ultime partite di questa fase di Champions previste per martedì 20 gennaio a Copenaghen contro la squadra danese campione in carica e mercoledì 28 al Maradona contro il Chelsea che ieri mattina ha esonerato Enzo Maresca.

Si tratta di un mese che potrebbe incidere sull’intera stagione che il Napoli affronta ancora in emergenza visto che Antonio Conte avrà i cambi e le alternative contate soprattutto a centrocampo.

In ogni caso il lavoro fatto sin qui da Conte, dal suo staff, dai calciatori e ovviamente dalla società va considerato eccellente.

Nell’anno che porterà ad agosto al centenario della società il Napoli tenterà, come dice da sempre il suo tecnico, di dare ancora fastidio, di restare agganciato al vertice, di battersi al meglio delle sue possibilità.

Queste certezze permetteranno ai tifosi di seguire la propria squadra al di là del fatto che vengano negate le trasferte a chi da anni non può più essere considerato come pericoloso per l’ordine pubblico.

Si inizia domenica a Roma con la Lazio una gara complessa per una serie di motivazioni che il Napoli dovrà affrontare con le certezze maturate nell’ultimo periodo.

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