Lo spettacolo scritto e diretto da Luca Pizzurro ha portato in scena il 14 gennaio, presso il teatro comunale di Monte di Procida, i giorni più drammatici della storia italiana recente, quelli in cui perse la vita Paolo Borsellino.
La performance ha scelto una prospettiva lontana dalla cronaca giudiziaria, per entrare nella sfera più intima della famiglia. Ha scelto la visione di un figlio ventenne, costretto a crescere sotto scorta, tra la paura quotidiana, il peso dell’eredità morale, e il complesso rapporto tra padri e figli.
Lo spettacolo si srotola come un racconto che mette al centro l’impatto umano delle scelte più che i fatti, restituendo al pubblico una memoria viva, emotiva, umana.
I giorni che separano la strage di Capaci dall’attentato di Via d’Amelio sono giorni terribili, il regista ha cercato di entrare idealmente nella casa di Paolo Borsellino chiedendosi come ha, un figlio, da poco maggiorenne, potuto sopportare il pensiero che dopo Falcone avrebbero ucciso anche suo padre.
La memoria di Borsellino è stata raccontata in una veste intima e umana. Elemento centrale e non marginale le musiche, di Guido Saudelli e Francesco Valente, che gli danno vigore e forza.
La presenza della figlia di Paolo Borsellino, Fiammetta, ha dato ancor più risonanza alla performance coinvolgendo gli studenti in un dibattito che ha visto il teatro trasformarsi in uno spazio di confronto e consapevolezza. Di sicuro è stata un’esperienza formativa completa, capace di lasciare un segno profondo e duraturo.
«Il lavoro che Fiammetta svolge nelle scuole – sottolinea Pizzurro – è la dimostrazione che la memoria deve essere trasferita alle nuove generazioni. Solo così episodi come questi non rischiano di ripetersi»
Ellegipí Teatro 20, in collaborazione con La Fonderia del Teatro -scuola e laboratorio professionale di formazione attoriale nata nel 2017- ha promosso uno spettacolo di forte valore civile, affermandosi come officina creativa in cui l’arte incontra la serietà dell’uomo al servizio dello Stato.
Lo spettacolo scritto e diretto da Luca Pizzurro ha portato in scena il 14 gennaio, presso il teatro comunale di Monte di Procida, i giorni più drammatici della storia italiana recente, quelli in cui perse la vita Paolo Borsellino.
La performance ha scelto una prospettiva lontana dalla cronaca giudiziaria, per entrare nella sfera più intima della famiglia. Ha scelto la visione di un figlio ventenne, costretto a crescere sotto scorta, tra la paura quotidiana, il peso dell’eredità morale, e il complesso rapporto tra padri e figli.
Lo spettacolo si srotola come un racconto che mette al centro l’impatto umano delle scelte più che i fatti, restituendo al pubblico una memoria viva, emotiva, umana.
I giorni che separano la strage di Capaci dall’attentato di Via d’Amelio sono giorni terribili, il regista ha cercato di entrare idealmente nella casa di Paolo Borsellino chiedendosi come ha, un figlio, da poco maggiorenne, potuto sopportare il pensiero che dopo Falcone avrebbero ucciso anche suo padre.
La memoria di Borsellino è stata raccontata in una veste intima e umana. Elemento centrale e non marginale le musiche, di Guido Saudelli e Francesco Valente, che gli danno vigore e forza.
La presenza della figlia di Paolo Borsellino, Fiammetta, ha dato ancor più risonanza alla performance coinvolgendo gli studenti in un dibattito che ha visto il teatro trasformarsi in uno spazio di confronto e consapevolezza. Di sicuro è stata un’esperienza formativa completa, capace di lasciare un segno profondo e duraturo.
«Il lavoro che Fiammetta svolge nelle scuole – sottolinea Pizzurro – è la dimostrazione che la memoria deve essere trasferita alle nuove generazioni. Solo così episodi come questi non rischiano di ripetersi»
Ellegipí Teatro 20, in collaborazione con La Fonderia del Teatro -scuola e laboratorio professionale di formazione attoriale nata nel 2017- ha promosso uno spettacolo di forte valore civile, affermandosi come officina creativa in cui l’arte incontra la serietà dell’uomo al servizio dello Stato.