Inter/Napoli: una sfida affascinante

Ore 20.45 al Meazza di San Siro scenderanno in campo l’Inter contro il Napoli, le due formazioni che negli ultimi anni stanno dando vita ad un duello al vertice della serie A tanto inedito quanto affascinante se guardato dal punto di vista dello sport.

La partita andrà in scena in una serata con previsioni metereologiche che non prevedono pioggia ma una temperatura che sarà per tutta la gara attorno allo zero.

Un confronto tra Inter e Napoli anche fuori dal campo

In campo il confronto tra le due formazioni non sarà l’unica sfida che gli spettatori sugli spalti e quelli davanti alle tv potranno guardare.

Andando in ordine le due contendenti si sono imposte quattro volte, due a testa, negli ultimi cinque campionati con l’intervallo inatteso del Milan nel 2021-22.

I due allenatori vengono indicati come l’esperto vincente, ma per alcuni maliziosi anche un po’ retrogrado, rappresentato da Antonio Conte, che ha vinto lo scudetto con l’Inter, e uno dei giovani emergenti, sempre per quelli che ne capiscono di calcio, Cristian Chivu, rumeno, classe 1980, che partito dall’Olanda approdò in Italia alla Roma per poi far parte proprio dell’Inter del triplete di Mourinho e Massimo Moratti.

A proposito qua ci sta bene la frase del portoghese che ebbe a dire che: “chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio”, che ben si attaglia agli esperti di cui si parlava poco anzi.

In realtà tra Conte, che è del 1969, e Chivu passano undici anni non proprio un’era geologica e poi chissà se il neo allenatore interista riuscirà nella sua carriera a raggiungere i successi del salentino, certo potrebbe anche superarli ma solo il loro e il tempo diranno l’ultima parola sull’argomento.

Poi c’è il confronto tra le società.

Al riconosciuto blasone dell’Inter o Internazionale di Milano o anche per poco tempo Ambrosiana Inter si oppone quello quasi centenario del Napoli, l’unica squadra del sud Italia capace di aggiudicarsi quattro scudetti e altre coppe sino all’Uefa.

Certo le due storie non sono sovrapponibili ma non per colpa della città e dei napoletani. Il Napoli però è l’unica squadra della sua città, il napoletano, quello veramente appassionato di calcio, non deve scegliere o magari seguire le orme paterne tra Inter e Milan.

Non si tratta di un minus ma di un plus perché l’affetto, si questo è il sentimento che lega in napoletani alla loro squadra, nasce da subito, cresce sempre di più, diventa passione e a volte sfocia anche in malattia, in senso buono ovviamente.

Torniamo alle due società.

Su un sito specializzato il valore della rosa dell’Inter, il più alto del campionato di serie A, è pari a 680,30 milioni di euro, quello del Napoli, che è al quarto posto, sopravanzato anche da Juventus e Milan, è di 466,80 milioni di euro.

L’ultimo fatturato dell’Inter è stato pari a 567,00 milioni con un utile, che non si registrava da anni di cui l’Ad Marotta si è fatto grande vanto, pari a 35,4, ma alla voce debiti spunta la spaventosa cifra di 660,00 milioni migliorata grazie alla finale di Champions dello scorso anno ed ai ricavi provenienti dallo stadio visto che nel precedente bilancio era pari a circa 735,00 milioni di euro.

Una situazione quella dell’Inter, che di fatto ha il patrimonio azzerato dai debiti, che di fatto la costringe a primeggiare, ad andare avanti in Europa per evitare una deriva che potrebbe peggiorare pericolosamente la situazione.

Passiamo al Napoli.

Il fatturato della società retta da Aurelio De Laurentiis nella scorsa stagione si è attestato a 290,8 milioni di euro, in contrazione di circa 30 milioni rispetto a quello dell’anno precedente.

Sono cresciuti i costi peraltro in buona parte contenuti soprattutto da due cessioni importanti; il patrimonio netto è solido, le riserve a disposizione della società non il valore della rosa dato dai giocatori è pari a 190,2 milioni di euro e i debiti sono meno della metà di quelli a bilancio dell’Inter è sono pari a 299,7.

Il bilancio peraltro risente della pessima annata precedente a quella dello scudetto targato Conte ma questo quadro estremamente positivo non ha impedito che da regolamento si concedesse all’Inter di fare mercato ed al Napoli no.

Sarebbe lungo spiegare ulteriormente il perché di questa decisione presa peraltro prima di Natale a pochi giorni della riapertura del mercato con il Napoli che ha un’infermeria strapiena.

Val la pena solo aggiungere che le prime tre squadre dal grande blasone italiane: nell’ordine Inter, Juventus e Milan hanno debiti spaventosi che vengono superati grazie ad un sistema calcistico vecchio, gestito da parrucconi (come dice De Laurentiis), da clientele e dalla stessa FIGC che continua a dichiarare per bocca del suo presidente, Gabriele Gravina, che il calcio italiano ha bisogno soprattutto di Milano.

E poi qualcuno dice che Conte è vecchio, superato!

La partita tra Inter e Napoli quasi in secondo piano 

La sfida nel rettangolo di gioco, quella che dovrebbe essere la vera essenza del calcio, viene per ultima e opporrà una squadra abituata a protestare, molto fallosa, forte fisicamente, valida tecnicamente con la rosa più forte e completa della serie A che farà di tutto per portare a casa il risultato pieno. Di fronte si troverà un Napoli incerottato, che arriva da un mezzo passo falso con il Verona, abituato a giocare con la grinta che gli trasmette il suo allenatore ma non falloso, poco incline alla protesta che cercherà di tornare a Napoli con il miglior risultato possibile.

Senza nascondere nulla è chiaro che l’Inter parte ampiamente favorita. Certo alla fine la differenza, il risultato finale potrebbe essere deciso da qualche imprevisto, da qualche particolare, da qualche piccola astuzia tattica come accade spesso nel calcio e poi potrebbe toccare alla Dea Eupalla, tanto cara a Gianni Brera che la definì come un’immaginaria divinità che protegge e ispira il gioco del pallone, scendere anche lei in campo.

In realtà saranno gli uomini in campo a definire il risultato della partita con le loro prestazioni, con la determinazione e il cuore che metteranno a disposizione della loro squadra.

In ogni caso sembra oramai definito che questa sarà una delle ultime partite del Napoli al Meazza di San Siro visto che sarà abbattuto dopo la prossima costruzione del nuovo stadio voluta da Inter e Milan e quindi sarebbe bello e risarcitivo, per i molti torti subiti, che vi fosse una compensazione a favore del Napoli, tanto da scrivere qualche pagina di storia calcistica alla maniera partenopea.

Arbitrerà Daniele Doveri di Volterra, un arbitro di 48 anni, tradizionalmente casalingo e dalle decisioni prese a volo che spesso lo vedono toppare clamorosamente.

Nelle camere, nei salotti, via etere chi si doveva muovere si è mosso per mischiare un poco le carte, ci si augura che nonostante tutto la partita si svolga con regolarità e che alla fine il risultato premi chi lo merita davvero.  

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