Assidui frequentatori della regione Abruzzo, i napoletani ne conoscono per lo più il versante a sud, molti amano trascorrere l’estate nei paesi di Pescocostanzo, Rivisondoli, Roccaraso. Il parco nazionale con paese di riferimento Pescasseroli è un nodo centrale per i napoletani.
Pochi, però, si sono rivolti verso il lato ovest di questa regione dove trentacinque anni or sono venne impiantata una importante multinazionale con sede centrale negli USA.
La creazione di questo sito tecnologico ha fatto sviluppare molto il lato ovest della regione ed ha offerto a partire dagli anni 90, posti di lavoro a diplomati e laureati per lo più in materie scientifiche.
Allo sviluppo tecnologico, oggi purtroppo in declino, non è seguita la valorizzazione del patrimonio culturale di questa zona, che solo negli ultimi tempi sta trovando nuova vita attraverso la riqualificazione di alcune aree e tramite iniziative culturali per lo più estive.
In questa zona ci sono molti resti di insediamenti romani: Alba Fucens è uno di questi.
Ciò che colpisce il visitatore è subito l’ampiezza di un ben conservato anfiteatro, un sesto circa in grandezza rispetto al Colosseo, di cui la parte sottostante addirittura più ampia, era destinato alla stessa funzione: eventi di combattimento tra gladiatori. Esso, si erge su di una stupenda collina dalla quale si può ammirare la catena montuosa del Sirente Velino, e la piana del fucino che è ciò che resta del famoso Lago del fucino (vedi racconto “Il lago scomparso”).
L’anfiteatro fu voluto da un’abitante della città di Alba Fucens: Macrone, al quale l’imperatore Tiberio, non vedendolo di buon occhio, ordinò di suicidarsi; Macrone però prima di farlo lasciò in testamento la costruzione dell’anfiteatro per la sua città, e così fu.
Sorpassato l’arco, dal quale si entra nell’arena, si legge la scritta in latino che ricorda proprio le sue volontà.
Il percorso a piedi dalla città di Alba Fucens fino all’anfiteatro non è difficoltoso, si calpestano ancora i lastroni romani e, una volta entrati nell’arena si è colti da una grande meraviglia per quanto sia stupefacente l’acustica della stessa: ponendosi al centro l’eco risuona forte e potente.
È infatti, il luogo ideale per la manifestazione di eventi musicali estivi, dalla musica lirica alla classica, al jazz, intitolato: FestivAlba.
Il percorso come l’anfiteatro si arricchiscono di mistero durante queste notti musicali, e rivelano tutto il loro fascino. La temperatura è quella delle notti montane estive, dunque è sempre bene portare con sé una felpa.
L’anfiteatro è solo una espressione di quella che fu una importante colonia dell’Impero romano. La città di Alba Fucens fu scelta dai romani per la sua posizione strategica a controllo dell’Italia centrale, segnava la via di accesso verso il mar Adriatico; sconfitto il popolo degli Equi i romani vi fondarono la città di Alba avente tutte le caratteristiche di una città romana; essa distava solo sessantotto miglia (100Km) dalla città eterna.
Alba Fucens si distingueva per i suoi due templi: il templio di Ercole da dove proviene la colossale statua in marmo dell’Ercole seduto, oggi esposto al MAN di Villa Frigerj a Chieti; ed il templio di Apollo eretto nel III sec. a.C. che si erigeva a sud-ovest dell’abitato, sulla collina oggi chiamata colle S. Pietro, trasformato in chiesa cristiana nel VI sec. d.C.
Sulla collina a nord est della città ritroviamo i ruderi restaurati del borgo medioevale – distrutto in parte dal terribile terremoto del 1915 – sorto nel VI sec. d.C. allorquando iniziò il declino della città di Alba con la fine dell’Impero romano. Oggi accanto all’area archeologica, aperta liberamente al pubblico, è sorto un gradevole b&b con annesso ristorante, seduti fuori alla sua terrazza potrete ammirare degli incantevoli tramonti.