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Le pagelle degli azzurri

La difesa azzurra migliore d’Europa

Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Olivera, Mazzocchi, Rafa Marin, Juan Jesus, Spinazzola. Questi gli 8 difensori partenopei che si sono guadagnati il titolo di migliore difesa d'Europa con soli 27 gol subiti in 38 giornate di Serie A

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Dopo i portieri passiamo ad analizzare la difesa Campione d’Italia. 4 terzini e 4 centrali. Due uomini per ruolo che all’occorrenza hanno fatto anche altro. Questa la difesa di Antonio Conte che si è rivelata forte, tenace e in alcune occasioni un vero e proprio fortino inespugnabile. 

Alcuni protagonisti della difesa Campione d’Italia 2025

19 i cleansheet totali del Napoli in stagione in 38 partite. Numeri eccezionali per quella che ha visto aggiungersi tre nuovi volti a cinque difensori già presenti in rosa lo scorso anno di cui quattro anche due anni fa nell’anno dello scudetto di Spalletti.

A Jesus, Di Lorenzo, Rrahmani e Olivera, Campioni d’Italia già con Spalletti e a Mazzocchi, rilevato dalla Salernitana nel mercato invernale dell’anno scorso, si sono infatti aggiunti nel mercato estivo Marin, Buongiorno e Spinazzola.

I tre volti nuovi

Rafa Marin difesa Napoli

Rafa Marin con la casacca azzurra

Rafa Marin: spagnolo scuola Real Madrid. Arrivato dai blancos con grandi speranze è stato il primo acquisto dell’era Conte pagato ben 10 milioni di euro. 

Vuoi per un motivo, vuoi per un altro non è riuscito a scaldare cuore di allenatore e tifosi. 

Giovane, appena ventunenne, promette un gran bene per il futuro ma in una difesa già formata a cui si è aggiunto un centrale come Buongiorno, Marin ha fatto tanta fatica a ritagliarsi spazio e quando lo ha fatto non sempre ha convinto. 

Dopo un paio di errori importanti in Coppa Italia non è riuscito a trovare quasi mai spazio in campionato se non nella parte finale quando una serie di infortuni gli hanno permesso di ritagliarsi spezzoni di gara in partite fondamentali e titolarità anche in un altro paio di occasioni.

Sicuramente sarà da rivedere e da capire se resterà in azzurro, cosa che ad oggi pare poco probabile. 

Buongiorno

Buongiorno contro il Milan

Buongiorno: l’ex capitano del Torino è stato voluto a tutti i costi sia da Manna che da Conte. Ha giocato una prima parte di stagione ad altissimi livelli dimostrando in più occasioni di essere ai livelli di due baluardi azzurri degli ultimi anni come Koulibaly e Kim. Andato anche a segno nella trasferta di Cagliari dove ha siglato il gol del definitivo 0-4. 

Anticipo netto, prestanza fisica, ottimo colpo di testa, velocità di pensiero ed esecuzione, ottima visione di gioco e pochi falli sono soltanto alcune delle qualità mostrate in campo dal nuovo numero 4 partenopeo. È sicuramente il futuro del reparto arretrato del Napoli. 

Valutazione quindi nel complesso ottima ma il giudizio con voto che troverete a piè di pagina è condizionato dagli infortuni che ne hanno rallentato la crescita esponenziale e che lo hanno tenuto lontano dal rettangolo verde per ben 16 volte in stagione. 

Spinazzola

Spinazzola il tuttocampista azzurro

Spinazzola: a differenza del collega Buongiorno, la prima parte di stagione non è stata delle più positive. Ha faticato a entrare fin da subito nei meccanismi di Conte, che lo ha voluto fortemente e che lo aveva già lanciato in nazionale. 

Ma nella seconda, nonostante a gennaio fosse già dato per partente, ha dimostrato non solo di essere all’altezza di una squadra come il Napoli, ma di poter essere un jolly della fascia sinistra partenopea. 

Con la partenza di Kvaratskhelia ed il concomitante infortunio di Neres è stato schierato più volte dal tecnico leccese come ala nel 4-3-3 e spesso nel suo ruolo naturale di terzino nel 4-4-2 ma anche esterno a tutto campo nel 3-5-2.

Giocatore versatile, veloce, che non ha forse il passo di qualche anno fa, complici anche i vari infortuni seri rimediati in carriera, ma che ha dato una mano enorme alla causa azzurra.

Spinazzola è andato in gol una sola volta in stagione all’Olimpico contro la sua ex squadra, la Roma. Ma le prestazioni, e per quantità e per qualità, sono state di assoluto livello. Parecchi gli assist vincenti o i passaggi filtranti per i propri compagni di squadra.

Un napoletano Campione d’Italia

Mazzocchi: menzione speciale per Pasquale Mazzocchi. Scugnizzo napoletano, più precisamente del quartiere di Barra, ha vissuto sempre col sogno, neanche troppo nascosto, di vestire un giorno la casacca azzurra.

Mazzocchi esulta

Mazzocchi il napoletano della difesa

Non solo c’è riuscito, ma è stato anche in grado di ritagliarsi un importante spazio in questa annata magica culminata con la vittoria dello scudetto.

Partito titolare nel 3-5-2 di Conte, ha poi trovato meno spazio quando il tecnico ha deciso di passare al 4-3-3. Da subentrato ha commesso in particolare in due partite degli errori importanti che hanno compromesso il risultato ma che, per fortuna, non hanno condizionato il risultato finale del campionato.

Strappi, cambi di passo, velocità e soprattutto grinta sono le sue qualità migliori a fronte di un piede non proprio educato. Ciò che è certo è che è napoletano e che si è cucito addosso uno scudetto che gli rimarrà scolpito nella mente, e adesso anche sulla pelle, per tutta la vita.

Difesa Campione bis 

Capitan Di Lorenzo

Capitan Di Lorenzo esulta

Di Lorenzo: capitano dello scudetto due anni fa con Spalletti in panchina, Giovanni Di Lorenzo, con ancora la fascia al braccio, si è laureato nuovamente campione d’Italia anche con Conte. 

L’età inizia pian piano ad avanzare ma grinta e tenacia non mancano mai. È l’uomo insostituibile di questo Napoli che ne ha praticamente saltata soltanto una per squalifica. Per il resto sempre in campo e mai sostituito.

Sulla fascia destra ha creato, oramai si intendono a meraviglia, una corsia con Politano di altissimo livello. Scambi di posizione, fraseggi, uno due, Di Lorenzo e Politano si cercano, si trovano e mandano in tilt le difese avversarie.

È il capitano indiscusso di questa squadra e l’arrivo di Conte in panchina lo ha fatto desistere dal volere approdare in altre squadre l’estate scorsa. Il suo percorso a Napoli non sembra essere ancora terminato. 

Juan Jesus

Juan Jesus al secondo scudetto in azzurro

Juan Jesus: 7 partite da titolare fra dicembre e gennaio. 7 vittorie consecutive. Juan Jesus comincia la stagione sempre da quarto di difesa. Ma poi in fin dei conti, critiche esagerate degli scorsi anni a parte, è sempre capace di ritagliarsi spazi importanti.

Affidabile, sicuro e uomo d’esperienza anche il brasiliano è riuscito a cucirsi sul petto il suo secondo scudetto a Napoli rendendosi protagonista di alcune partite a livelli molto alti. 

Chiamato a dove sostituire Buongiorno che fino a quel momento pareva essere intoccabile e che stava disputando un grandissimo campionato, Jesus ha dimostrato di essere ancora all’altezza di questa squadra e di poterci stare benissimo, tanto da essere stato premiato a fine anno con il rinnovo per un’altra stagione.

Rrahmani il migliore della difesa

Rrahmani il migliore della difesa

Rrahmani: gira e rigira Amir viene definito sempre, a detta di tutti gli addetti ai lavori, come il meno bello, il meno elegante, il meno forte della difesa partenopea.

Gira e rigira quest’anno è stato senza ombra di dubbio il migliore. Pochissime sbavature, pochissimi errori in fase difensiva e di costruzione, Rrahmani ha disputato una stagione assolutamente da 8. 

Sarà pure non bello da vedere, sarà pure ruvido in alcuni interventi e poco elegante ma è sempre stato estremamente efficace. Rrahmani non le ha mandate mai a dire e ha fatto fallo quando c’era da fare fallo, ha spazzato quando c’era da spazzare e si è dimostrato un perno fondamentale della retroguardia azzurra.

Quest’anno ha giocato con al proprio fianco chiunque, da Buongiorno e Juan Jesus, da Rafa Marin fino persino a Olivera nella parte finale di stagione, non risentendo mai del cambio compagno di reparto e giocando sempre alla stessa maniera senza accusare nessun tipo di colpo. 

Olivera

Olivera terzino titolare del Napoli

Olivera: l’uruguagio, storto morto, continua a difendere la fascia sinistra del Napoli in maniera impeccabile. Non è un terzino di spinta o a tutta fascia come può essere Spinazzola ma predilige sicuramente la fase difensiva. 

Era lui il titolare due anni fa con Spalletti, più presenze di Mario Rui, è lui il titolare con Conte, più presenze di Spinazzola. 

Ordinato, pulito negli interventi, fra le qualità migliori ha sicuramente la corsa. Se due anni fa aveva visto sfumare davanti agli occhi la possibilità di passare alla storia con il gol scudetto contro la Salernitana, che pareggiò con Dia al Maradona nei minuti finali, quest’anno Olivera non ha mai trovato la rete in campionato ma ha sicuramente contribuito con prestazioni di assoluto livello alla conquista del tricolore. 

Nel finale di stagione, complice qualche infortunio di troppo in casa Napoli, Conte lo ha schierato titolare, cosa che lui aveva già fatto con la maglia dell’Uruguay, al centro della difesa al fianco di Rrahmani, preferendolo anche ad un centrale naturale come Rafa Marin. 

Ha dimostrato di potersela cavare anche in mezzo al campo riuscendo ad esibirsi in prestazioni importanti ma di sicuro il ruolo di terzino è quello a lui più congeniale, come dimostra l’errore, in compartecipazione con Billing, sul gol del pareggio di Vasquez del Genoa al Maradona.

Giudizio sulla stagione della difesa azzurra: Rafa Marin 6 di stima; Buongiorno 7; Spinazzola 7.5; Mazzocchi 6.5; Di Lorenzo 7.5; Juan Jesus 7; Rrahmani 8; Olivera 7