Napoli – Inter 3-1 azzurri in vetta

Il giorno dopo è ancora più bello. Il Napoli di Antonio Conte si sveglia al primo posto dopo aver battuto al Maradona l’Inter di Christian Chivu.

In maniera convincente, dopo un primo tempo sottotono, gli azzurri conquistano 3 punti importanti per il morale, dopo la pesante sconfitta per 6 a 2 in Olanda, e per la classifica, riprendendosi il primo posto in solitaria in attesa della Roma.

L’analisi di Napoli – Inter

Ciò che interessava era la reazione e reazione c’è stata. Il Napoli riparte dal Napoli. Conte riparte dai suoi condottieri. Non che “i nuovi” non facciano parte di questa squadra o che non saranno utili alla causa, ma Conte aveva bisogno di far rialzare la sua squadra dopo un periodo poco brillante ed una sconfitta pesante come quella di Champions League, con le conseguenti polemiche che ne sono scaturite.

Ecco quindi che Conte si affida alla vecchia guardia dal primo minuto. Nove undicesimi dello scudetto in campo che, senza l’infortunio di Meret, sarebbero stati probabilmente dieci.
Il solo De Bruyne come volto nuovo. Neres falso nove preferito a Lucca e sconfessando, almeno per ora, un acquisto oneroso come quello del centravanti ex Udinese.

Il Napoli, ad onor del vero, parte sottotono. Primo tempo perlopiù a tinte nerazzurre. L’Inter domina dal punto di vista fisico e del gioco. Sfiora il gol in più occasioni ma prima Savic e poi i legni impediscono alla squadra di Chivu di passare in vantaggio.

Al thè caldo sono gli azzurri però a essere avanti grazie a un rigore calciato in maniera perfetta da De Bruyne. Nella ripresa, con il belga infortunatosi e costretto a lasciare il terreno di gioco, sostituito da Olivera, Spinazzola viene alzato sulla sua corsia d’appartenenza, McTominay si accentra ed il “nuovo 4-3-3” disegnato da Antonio Conte mette alle corde l’Inter.

Conte ritrova l’esplosività dele sue due mezzali, la scelta tattica di Neres prima punta viene premiata visto che il brasiliano mette in continua difficoltà i centrali dell’Inter. La difesa torna a comportarsi come la meno battuta d’Europa della scorsa stagione.

Spinazzola disegna, McTominay sigilla. Poi il rigore per l’Inter che accorcia le distanze con Calhanoglu. Anguissa quindi decide di mettersi in proprio e si inventa un’azione solitaria che fa esplodere il Maradona con il gol del definitivo 3-1.

Il Napoli torna primo e lo fa con merito. Dopo una settimana dei commenti più assurdi e delle critiche più profonde ad allenatore e squadra, Conte e i suoi spengono tutto sul campo.

Frank Zambo garanzia, McTominay top

Milinkovic Savic 6.5: sostituisce Meret, che sarebbe probabilmente dovuto tornare a difendere i pali azzurri, infortunatosi alla vigilia. Si comporta bene esibendosi in un paio di parate d’istinto importanti. Sul penalty viene spiazzato da Calhanoglu.

Di Lorenzo 6.5: grinta, cattiveria, perseveranza, soprattutto nella ripresa. Peccato per il giallo. Si guadagna il rigore, che permette al Napoli di sbloccare la partita, con furbizia sul finale di primo tempo ma che ci sentiamo di dire abbia poco del rigore dubbio.

Juan Jesus 7: Conte si affida a lui sul centrodestra della difesa. Beukema va in panchina. L’usato sicuro non tradisce le attese del proprio allenatore disputando una partita perfetta. Preciso in ogni anticipo, elegante in ogni intervento.

Buongiorno 5.5: ultimo periodo sottotono. Vuoi per mancanza di fiducia vuoi per errori anche grossolani che ne stanno compromettendo le pur buone prestazioni. È suo il fallo di mano che concede il rigore all’Inter.

Spinazzola 6.5: sarebbe da voto più alto, in particolare nella seconda frazione di gioco, ma nel primo tempo commette due/tre errori non da lui. Il primo in fase difensiva che regala palla a Lautaro Martinez che tutto solo davanti a Savic si fa ipnotizzare dal gigante partenopeo. Un altro paio in attacco quando non riesce a servire compagni meglio posizionati. Nella ripresa viene messo più alto e disegna una parabola per McTominay che lo scozzesse trasforma in oro.

Gilmour 5.5: sta avendo diverse occasioni per mettersi in mostra vista la prolungata assenza di Lobotka. Non sta sempre riuscendo ad esprimersi bene. Sbaglia un tiro dal limite dell’area senza pressione avversaria su cui poteva fare meglio. È poi poco preciso in diverse occasioni. Può e deve fare di più.

De Bruyne gol e infortunio

De Bruyne 7: primo tempo a ritmi abbastanza blandi. Si limita al compitino. Ma quando viene fischiato calcio di rigore agli azzurri si conferma ancora una volta glaciale dagli 11 metri. Proprio sul tiro si fa male ed è costretto a lasciare il campo.

Anguissa il gigante degli azzurri

Anguissa 8: in otto giornate di campionato in almeno quattro o cinque occasioni risulta il migliore in campo. Ieri sera fa forse la sua migliore gara della stagione caricandosi il Napoli sulle spalle nel momento del bisogno. Quantità in mezzo al campo, qualità nelle giocate e gol pazzesco a sigillare una prestazione perfetta.

Scott McTominay gol da cineteca

McTominay 7.5: come in parecchi non brilla particolarmente nel primo tempo. Nella ripresa, complice l’infortunio di De Bruyne, torna ad occupare la sua zolla di campo preferita. E risulta devastante. Fisicamente e sotto porta. Si inventa un gol di controbalzo da cineteca.

Politano 6.5: duella con Dimarco per tutta la partita. Spesso ha la meglio, altre volte no. L’intensità e la costanza di gioco sono quelle di sempre.

Neres 6.5: schierato a sorpresa come prima punta da Conte per sopperire alle assenze di Lukaku e Hojlund e al momento poco brillante di Lucca. Il brasiliano si comporta bene. Pur arrivando poco al tiro è una costante spina nel fianco per i difensori avversari. Il suo cambio di passo mette in seria difficoltà più volte Bastoni e Acerbi.

Olivera 6: entra per De Bruyne e gioca una partita ordinata senza sbavature.

Elmas, Gutierrez, Lang, Beukema s.v. giocano tutti troppo poco per essere valutabili.

All. Antonio Conte 7.5: dopo essere stato sommerso di critiche per una partita storta come quella contro il Psv che veniva già dopo quella di Torino in campionato, risponde dinanzi al proprio pubblico con un Napoli spavaldo e coraggioso che affronta un Inter che arrivava sicuramente da un momento di forma migliore.

Si inventa Neres prima punta e la scelta viene premiata. È nella ripresa che consolida il vantaggio ottenuto nella prima frazione di gara grazie ad un ritrovato spirito di squadra e ad un sistema di gioco che riesce a mettere nelle migliori condizioni possibili di esprimersi i suoi uomini.

Difende i propri colori, per i quali sarebbe pronto a tutto, battibeccando con il capitano dell’Inter e prendendosi un giallo con annesso richiamo dell’arbitro.

Il condottiero è ferito ma ha trasformato ancora una volta la rabbia e la cattiveria ai suoi lasciando parlare il campo e riprendendosi il primo posto pur con tutti gli infortuni che stanno “frenando” questo avvio di stagione del Napoli.

Mariani insufficiente

Arbitro Maurizio Mariani 4: prestazione insufficiente del fischietto di Roma. Direzione di gara unilaterale. Lautaro finisce la partita senza neanche essere ammonito e già di per sè questo fa notizia. Primo fallo ai danni di Buongiorno non sanzionato con cartellino, proteste continue sul calcio di rigore assegnato al Napoli e battibecco con Conte in cui viene ammonito solo l’allenatore partenopeo. Falli fischiati solo ai nerazzurri e molti sui quali soprassiede. Unico ammonito dell’Inter a fine gara è Bastoni per spinta a Politano.

Due rigori durante la partita e non fischia subito nessuno dei due. Quello su Di Lorenzo viene richiamato dal guardalinee e quello dell’Inter dal Var.

Un arbitro quarantatreenne e con la sua esperienza dovrebbe saper gestire molto meglio sfide importanti di vertice come Napoli Inter.

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