Napoli un 2 a 2 irripetibile

Una battuta d’arresto per il Napoli assolutamente non prevista.

La squadra di Antonio Conte inciampa, s’incarta in un primo tempo dove sarebbe potuto passare in vantaggio, subisce il pressing avversario e l’avversità di una direzione arbitrale non solo insufficiente ma molto di più.

Nel secondo tempo si rivede la squadra che tutti conosciamo soprattutto per la volontà di non uscire sconfitta ma gli azzurri devono segnare quattro volte per vedersi convalidati solo due reti e raggiungere un pareggio che alla fine sta stretto proprio al Napoli.

Sarebbe facile soffermarsi sulla direzione arbitrale di un incerto Marchetti, non è la sua prima volta, e di un arbitro al Var come Marini che in campo non raggiunge quasi mai la sufficienza nelle sue designazioni e che era reduce da una direzione di gara non proprio sufficiente, ma è più produttivo pensare a cosa non ha funzionato nella squadra azzurra.

La difesa del Napoli inciampa e la squadra buca la vittoria

Un passo indietro la ha segnato la difesa. Imbattuta nelle precedenti quattro gare ha subito la rete del vantaggio veronese per una grave disattenzione, non parliamo del raddoppio del Verona perché dovremmo ritornare a parlare della direzione arbitrale.

Nel resto della gara la squadra ha corso qualche rischio dovuto soprattutto alla voglia di rimontare e salvare l’imbattibilità casalinga ma ha creato tanto. Anche in questo caso va stigmatizzato il comportamento del quartetto arbitrale in campo che ha concesso al Verona: falli sistematici che hanno dato origine a solo tre cartellini gialli in tutta la gara, proteste continue immotivate e non sanzionate, perdite di tempo sistematiche, decisioni che non per caso hanno fatto pendere la bilancia sempre dalla stessa parte.

La gara di ieri sera ha mostrato anche come sia diventata sempre più corta la panchina del Napoli. Al netto dei due portieri Antonio Conte ha potuto portare in panchina solo sette giocatori tra cui due primavera. Questa condizione ha finito per impedire nei minuti finali della gara di utilizzare ulteriori due cambi, il Napoli ha sostituito solo tre giocatori, per avere forze fresche in campo in un momento in cui la partita poteva essere portata a casa con una vittoria.

Non va sottaciuto che la scelta del tecnico di proporre la difesa a tre in partenza forse ha penalizzato il Napoli vista l’assenza tra gli avversari di punte di ruolo, Conte stesso l’ha corretta quando nel secondo tempo a sorpresa ha inserito Marianucci al posto di Elmas riportando la linea difensiva a quattro e dando ampiezza al gioco del Napoli che così ha potuto raggiungere il pari e sfiorare in almeno un paio d’occasioni la rete della vittoria.

In ogni caso nulla è compromesso. La squadra manifesta qualche difficoltà ma anche un gran cuore e una ritrovata determinazione che può in qualche sopperire alle mancanze dovute agli infortuni più o meno gravi che ieri sera hanno tenuto ai box: Neres, Beukema, Anguissa, Lukaku, De Bruyne, Gilmour e Mazzocchi squalificato.

La lista è lunga e fa paura solo a guardarla e leggerla ma questa è la situazione con tempi di recupero al momento non quantificabili con precisione e con un mercato che potrà dare a Conte forse un rinforzo utile a centrocampo dove la coperta è davvero molto corta.

Verso Inter Napoli con tanti dubbi 

Ora c’è solo da recuperare il più possibile per andare domenica sera ad affrontare l’Inter che appare in salute e che a Parma ha potuto effettuare un ampio turnover avendo tutta la rosa titolare praticamente a disposizione ad eccezione di Dumfries. Il Napoli domenica sera recupererà Mazzocchi dopo la squalifica, forse Beukema e difficilmente David Neres che sarebbe stato utile nell’economia della gara.

Mancano venti gare, il cammino è lungo ma attardarsi in questo momento complicherebbe il cammino della squadra azzurra. Staremo a vedere cosa s’inventerà Conte e come reagirà Chivu che nel recente passato non ha accettato diatribe dialettiche ma che sotto sotto cova di rifarsi dopo la sconfitta del Maradona nel girone d’andata.

Le valutazioni della partita del Maradona di ieri sera non sono lusinghiere perché ci sono diverse insufficienze ma quella determinante va assegnata all’arbitro Marchetti di Roma, un direttore di gara che non è nuovo a questo tipo di arbitraggi e che non ha saputo interpretare la partita neanche per un minuto.

Si attende la designazione per la partita del Meazza e di sicuro Rocchi ha un compito non facile visto lo scarso livello dei direttori di gara a sua dispsizione.

 

 

  

 

 

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