Il secondo romanzo di Bruno Marchionibus, che sarà presentato sabato alle ore 18.00 alla libreria “IoCiSto” al Vomero, rappresenta un decisivo passo in avanti per il giovane autore che con questo nuovo lavoro ha dato pieno sfogo alla sua vena creativa.
Se il primo libro “Sogni di un aprile” era stato costruito attorno alle vicende calcistiche della squadra del cuore con una serie di personaggi, le cui molteplici passioni peraltro erano ben presenti nel racconto, in questo secondo lavoro la storia raccontata da Bruno Marchionibus ha un suo pieno ed autonomo svolgimento.
“Tra anima e memoria” secondo romanzo di Bruno Marchionibus
“Tra anima e memoria” può essere considerato un vero romanzo di formazione dove il protagonista, un scrittore in crisi espressiva dopo il primo successo editoriale, oramai adulto rivive nel ritorno a Baia Celeste, una località di villeggiatura, le sue storie giovanili, il primo amore e nuovi avvenimenti e sensazioni che lo aiuteranno a superare il blocco creativo.
Marchionibus riprende comunque un tema a lui caro quello relativo al valore dei sogni come ha voluto evidenziare nell’esergo che di seguito si riporta:
A chi ha dovuto smettere di sognare
A chi invece non si arrende
e continua a credere nei propri sogni
La storia di Lorenzo e dei personaggi che ruotano attorno a lui, soprattutto il giovane Fabio, svaria tra ricordi, sogni e realtà e seppure infarcita probabilmente di richiami autobiografici va molto al di là.
Non è importante, infatti, quanto ci possa essere di autobiografico in un romanzo ma piuttosto quali strade abbia battuto nella scrittura l’autore per raccontare una storia tutto sommato semplice ma capace proprio per la sua semplicità di riavvicinare il lettore alla vita che ognuno di noi conduce tutti i giorni.
Tra le pieghe del romanzo ogni lettore troverà qualcosa che gli appartiene. La ricostruzione dei rapporti interpersonali del protagonista creerà tra chi legge e chi l’ha scritto un legame che dalle pagine del libro raggiungerà il cuore.
In un passo Bruno Marchionibus parla dell’uomo che piange e spiega come questa non vada vista come una debolezza semmai come il senso ed il tratto di un’umanità che oggi tende ad essere nascosta, impegnati come siamo tutti a dimostrare una forza individuale che non ammette sentimentalismi.
Le pagine del romanzo scorrono veloci per il lettore che viene incalzato dalla storia spingendolo a svolgere considerazioni che attengono al proprio vissuto.
Al centro ci sono i temi classici come la memoria, richiamata nel titolo, la storia di una famiglia toccata dal dolore e di un bambino che cresce senza la madre portatagli via da una malattia e senza un padre assente ingiustificato, l’amicizia e poi non ultimo l’amore.
La lettura è consigliata per ritrovare i tratti di un’umanità che evidentemente non è del tutto sepolta, come molti avvenimenti di tutti i giorni ci invitano a pensare, tratti che vengono riproposti con una scrittura piacevole e di qualità da un giovane che ha studiato, ha approfondito ed ama e lavora nella società frenetica di oggi dove vive quotidianamente senza perdere il valore di una passione come quella della scrittura.
Con questo secondo libro Bruno Marchionibus ha iniziato un percorso che richiederà pazienza e dedizione per essere portato avanti, in ogni caso senza tentennamenti perché la strada segnata da “Tra anima e memoria” è sicuramente quella giusta.
Di seguito accogliamo due recensioni di lettori esperti, operatori in ca che hanno voluto rendere omaggio allo scrittore con pensieri e considerazioni che gli saranno utili nel prosieguo della sua attività.
Recensione di Augusto Barone
“Tra anima e memoria…. la memoria di un tempo in cui la tenerezza delle emozioni adolescenziali rimanda a dimensioni dello spirito. La penna dell’autore ha espresso ciò con eleganza e raffinatezza con un linguaggio semplice ma che, al contempo, offre al lettore spunti di riflessione. Bruno con profonda e rara sensibilità ha prodotto un’opera in cui non esistono spazio e tempo, proprio come l’animo umano che nella sua evoluzione è libero da confini. Il romanzo è soltanto in apparenza di facile lettura in quanto a ogni piè sospinto si aprono spazi di riflessione su sentimenti che troppo spesso restano chiusi nello scrigno dell’oblio.
I due protagonisti principali sono un uomo e un ragazzo che, in età differenti, nel profondo dell’anima sperimentano la forza vitale della vita: l’amore, nella sua più pura accezione. Un amore che non ha età, nel vivere il quale Fabio sperimenta la prima infatuazione, il primo bacio ed esperisce la gioia di un momento magico che ti cambia la vita, laddove Lorenzo vive parimenti una regressione emozionale che gli fa riscoprire i sentimenti primari dell’adolescenza. Lollo e Fabio, dunque, percorrono i sentieri dell’anima, gli stessi, con vibrazioni che li accomunano e rendono loro il senso dell’amore: la felicità.
Ancora l’autore, Bruno Marchionibus, ci rimanda un messaggio forte nell’ultimo capitolo, sul quale vale la pena di riflettere: l’amore è un sentimento così forte da guarire le ferite. La forza di un amore, quello vero, non è la traduzione materiale, effimera e talvolta soltanto ostentazione, bensì la carica virale che produce in ognuno di noi. Eleonora, figura centrale e apparentemente immateriale del romanzo, è il primo bacio che apre le porte dell’anima e accompagna Lollo per tutta la vita. Ma ecco Martina. Martina non è il dimenticatoio per Ele ma è l’amore, quell’amore che in qualche modo proprio lei ha spalancato a Lorenzo. È un continuum dello spirito e non una semplice sovrapposizione. Concludo con un plauso al nostro autore anche per l’uso di un lessico forbito ed elegante, dote che, a mio avviso, si sta lentamente rarefacendo.
Recensione di Marina Imparato
L’ultimo romanzo di Bruno Marchionibus racconta una storia verosimile, di quelle che attraggono soprattutto coloro che appartengono alla generazione ‘ante-cellulari’ cioè di quando gli amori adolescenziali si sperimentavano attraverso un crescendo di emozioni date dalla comunicazione vis-à-vis.
Di pagina in pagina, attraverso le esperienze dei protagonisti, il lettore è accompagnato a scoprire che la teoria del fanciullino che vive in noi è sempre valida … il modo di vivere dei sentimenti, certe sensazioni,
il risveglio emotivo di ricordi che affiorano spontanei nella mente, non cambia con l’età.
La trama narra di uno scrittore che, dopo aver pubblicato un romanzo di successo, ha un blocco creativo e per superarlo torna nel paesino di mare dove ha vissuto le vacanze estive adolescenziali.
È lì che ritrova vecchi amici ed in particolare la famiglia della sua prima ragazza: il primo amore che non si scorda mai ma, purtroppo, sa che la poverina è morta. Di lei è rimasto un figlio, un ragazzino adorato dai nonni e dalla zia, del quale molto presto lo scrittore diventa amico. Sarebbe stato troppo scontato pensare che fosse suo figlio ed infatti non lo è: l’autore gli ha attribuito un padre ignoto ed una madre all’avanguardia, capace di vivere la maternità in modo autonomo ed indipendente.
Come tutti coloro che conoscono il dolore in tenera età, il piccolo è più maturo della sua età anagrafica: in alcuni dialoghi tra lui e Lorenzo, lo
scrittore, i due si confrontano come fossero coetanei mentre in altri si avverte tutta la dolcezza della relazione padre/figlio, quel senso di sana paternità, che evidentemente è innato, e che va oltre la biologia.
Lorenzo si affeziona al ragazzino e, come un padre che sa porsi anche come amico, lo guida con discrezione ricevendo da lui la spinta necessaria per lanciarsi con entusiasmo a nuove esperienze, proprio come spesso fanno i figli.
Rispetto al precedente romanzo del Marchionibus, ‘Sogni di un aprile’ (Guida Editori, 2023), si nota un’evoluzione nel ruolo che l’autore attribuisce alla scrittura. Come da lui stesso dichiarato, il primo
romanzo è quasi uno strumento catartico, è un mezzo per riorganizzare le proprie esperienze infatti i riferimenti autobiografici sono molti: il dolore per la fine di una relazione finita, il desiderato rapporto con un fratello non nato, l’amore immenso per la propria città, la passione per il calcio e soprattutto la forza di credere nei sogni!
‘Tra anima e memoria’(Guida Editori, 2025) è invece un romanzo di condivisione di valori universali nel quale in tantissimi possono ritrovarsi e lasciarsi andare alla nostalgia di momenti la cui bellezza si scopre,
ahimè, quando sono ormai passati.
Comunque, considerando che la pubblicazione dei due romanzi è coincisa con le vittorie dello scudetto del Napoli, squadra del cuore dell’autore, sarebbe auspicabile sperare in un nuovo romanzo in cui, con la
stessa tenerezza e leggiadria dei precedenti, noi lettori, potremmo rivivere con maggiore consapevolezza alcune esperienze del passato tra cui anche quelle della vittoria dei campionati.